L’Assemblea di Confcommercio - in
rappresentanza delle oltre 780mila imprese del commercio, del turismo, dei
servizi e delle piccole e medie imprese associate - ha rieletto oggi
all’unanimità il presidente Sergio Billè confermandogli il mandato alla guida
della Confederazione fino al 2008.
Nel suo intervento all’Assemblea,
Billè ha evidenziato la necessità per il nostro Paese di “giocare, entro pochi
anni, al massimo cinque, una partita che sarà decisiva per il suo futuro. Una
partita che dovrà vincere, magari ai tempi supplementari, magari ai rigori o
rischierà la serie B”. “E – ha proseguito – per evitare il rischio di una
retrocessione, gli anni che ancora ci dividono dalla fine della legislatura dovranno
essere utilizzati, a tempo pieno, per sciogliere i nodi strutturali che stanno
soffocando le nostre arterie economiche e distruggendo a poco a poco la
competitività del nostro sistema. Le riforme di sistema non possono più
attendere. O si fanno o si fanno, non vedo alternative”.
Il presidente Billè ha poi inviato
una sollecitazione al Governo: “affini e rimoduli le sue strategie, studi un
diverso schema di gioco, metta pure in campo tutte le punte che vuole ma pensi
a realizzare le riforme e gli interventi strutturali che oggi sono
indispensabili per il nostro sistema. Se no, l’Italia, da qui a qualche anno,
sarà costretta a giocare in qualche campetto di periferia. E rischia di finirci
anche il nostro turismo che pure ha enormi potenzialità”.
Infine, Billè ha elencato le
priorità e i temi alla base dell’azione programmatica della Confederazione:
“occorrono interventi di politica fiscale, interventi concreti, veri,
palpabili, sull’unghia, sia sul versante dell’Irap, sia su quello dell’Irpef,
sia su quello delle tasse ed imposte locali sia ancora su quello delle imposte
indirette. Rilanciare, in modo strutturale, i consumi intervenendo
contestualmente anche su altri piani: politiche del credito più vicine a
famiglie e Pmi, maggiori e più efficaci azioni a tutela dei risparmiatori,
azioni di sorveglianza su tariffe e costi dei servizi di base, ma anche nei
confronti dei cartelli e oligopoli che impongono sul mercato le loro regole, i
loro prezzi, le loro tariffe”.