E’ stato il
sottosegretario all’Economia, Giuseppe Vegas, a presentare in commissione
Lavoro del Senato l’emendamento del Governo alla delega previdenziale, che di
fatto
introduce la riforma delle pensioni, e la relativa relazione tecnica. In
origine era previsto l’intervento del ministro del Welfare, Roberto Maroni. La
sua assenza ha suscitato qualche dubbio, considerata l’esternazione di ieri di
Umberto Bossi, per il quale “Tremonti ha il problema di presentarsi a livello
internazionale. E così fa pagare solo i lavoratori, soprattutto del Nord. Ma
non è molto giusto”. Il leader della Lega ha pronunciato un via libera con
riserva alla riforma del sistema previdenziale “che costa di più di quanto
incassa”.
Tornando ai
fatti di oggi, la relazione tecnica depositata al Senato prevede circa 39
miliardi di euro di risparmi tra il 2008 e il 2013. Nei primi cinque anni della
riforma,
quindi, i
risparmi saranno superiori rispetto alla prima ipotesi (quella che prevedeva lo “scalone”,
ovvero il passaggio diretto nel 2008 tra 35 e 40 anni di contributi invece che
l’aumento dell’età minima di pensionamento a 60 anni prevista dall’emendamento
attuale), quando le attese di risparmio si fermavano a 36 miliardi di euro. Ciò si tradurrà in una
minore spesa dello 0,7% rispetto al Pil nel 2012, per poi crescere fino allo
0,8% nel 2015 e 2016 e scendere negli
anni successivi. Nel 2008
sono attesi appena 486 milioni di risparmio (0%), nel 2009 il risparmio atteso
è dello 0,3% del Pil, nel 2010
dello 0,5% e
nel 2011 dello 0,6% mentre tra il 2012 e il 2014 il Governo si aspetta di
risparmiare lo 0,7% per ogni anno.
La riforma
prevede anche l’annunciata chiusura di due delle quattro finestre per
l’uscita
verso la pensione di anzianità. A partire dal 2008, quindi, per andare in
pensione potrebbe essere necessario per i lavoratori dipendenti aspettare dai
sei ai nove mesi in luogo del massimo di tre mesi previsto adesso.
Al termine
dell’illustrazione da parte del sottosegretario Vegas, il presidente della
commissione Lavoro, Tomaso Zanoletti, ha annunciato che scadrà mercoledì
prossimo, 2 marzo, il termine per la presentazione dei sub emendamenti. La
commissione si riunirà per la prosecuzione dei lavori martedì prossimo.
Intanto, in
un vertice della Casa delle Libertà è stata raggiunta un’intesa di massima
sul fronte
delle pensioni. Soddisfatto il ministro delle Politiche comunitarie, Rocco
Buttiglione: “è stato un incontro positivo – ha affermato -, abbiamo confermato
la compattezza della maggioranza”.