La crescita
economica dovrebbe “acquistare vigore” nel corso del 2004 anche nell’area
dell’euro. E’ quanto sottolinea la Bce nel bollettino mensile di gennaio. “Gli
indicatori recentemente disponibili - scrive la Banca centrale europea -
confermano il procedere dell’espansione economica mondiale. Anche per l’area
dell’euro gli ultimi dati sulla produzione e sul clima di fiducia sono coerenti
con una ripresa in corso dell’attività”.
La Bce
sottolinea poi come la recente evoluzione del cambio “ha un impatto negativo
sulla competitività di prezzo degli esportatori dell’area euro”. Tuttavia,
“data l’espansione in atto della domanda mondiale le esportazioni dell’area
euro dovrebbero nel complesso continuare ad aumentare”. La crescita degli
investimenti dovrebbe beneficiare degli sforzi di aggiustamento ancora profusi
dal settore societario per accrescere la produttività e la redditività, mentre
i consumi privati dovrebbero essere sostenuti dall’incremento del reddito
disponibile reale indotto in parte dagli effetti propizi sulle ragioni di
scambio e sull’inflazione derivanti dall'apprezzamento dell’euro.
Si tratta
comunque di prospettive, avverte la Bce, che nel breve periodo permangono
soggette a rischi bilanciati. Mentre nel lungo periodo l’incertezza continua a
essere legata a perduranti squilibri esterni in alcune regioni del mondo e alle
loro potenziali ripercussioni sulla sostenibilità della crescita economica
mondiale.
Quanto
all’inflazione, nel breve periodo si attesterà al 2%. “L’andamento avverso dei
prezzi del greggio e dei prodotti
alimentari e gli aumenti delle imposte indirette e dei
prezzi
amministrati - si legge nel bollettino mensile – hanno sfavorevolmente
influenzato le prospettive di breve periodo per l’inflazione”. Tuttavia, il
tasso di inflazione sui dodici mesi “dovrebbe diminuire in corso d’anno, per
poi attestarsi su livelli in linea con la stabilità dei prezzi. Tale
aspettativa si basa sull’ipotesi che la dinamica salariale permanga moderata a
fronte di una graduale ripresa dell’economia. Inoltre, l’apprezzamento
dell’euro dovrebbe
attenuare le
pressioni sui prezzi influendo su quelli all’importazione. Un calo
dell’inflazione trova riscontro anche nelle previsioni e proiezioni
disponibili”.