Ammontano a
circa 90 milioni di euro le risorse che il Ministero delle Attività produttive
ha stanziato per il quarto bando di concorso della legge 488/92 per il
commercio, in procinto di partire, che quest’anno sarà per la prima volta
esteso anche ai pubblici esercizi. Gli operatori, però, lamentano soprattutto
l’esiguità delle risorse, oltre alla scarsa aderenza dei bandi alla realtà del
comparto. “Non ci restano che le briciole, rappresentate dal 2% o poco più
degli stanziamenti totali”, ha detto il presidente di
Fipe-Confcommercio,
Sergio Billè, nel corso di in un incontro organizzato durante la convention
dell’associazione. Billè ha individuato in questa carenza di fondi uno dei
motivi della disaffezione degli imprenditori del settore verso questa forma di
incentivi.
“La 488 - ha
aggiunto Billè - è solo un punto di partenza: l’innovazione da sola non basta,
va legata alla tradizione e al modello di ospitalità italiana”. “La 488 - ha
affermato da parte sua Edi Sommariva, direttore generale della Fipe - è uno
strumento
vecchio, ma
offre comunque al settore qualche opportunità. Non bisogna dimenticare che
prima di questa possibilità per i pubblici esercizi non c’era nulla”.
“Dal 2000,
anno in cui è partita la 488 per il commercio, l’utilizzazione dei fondi è
sempre stata bassa”, ha poi sottolineato Giuseppe Incardona, della Direzione
incentivi alle imprese del Ministero delle Attività produttive. Incardona ha
ricordato che per mettere a punto il bando per i pubblici esercizi i tecnici
del Ministero hanno lavorato, soprattutto
sui criteri
di individuazione, in stretta collaborazione con la Fipe. E ha assicurato:
“quest’anno ci sono circa 90 milioni di euro, ma se crescerà il peso del
commercio, se aumenteranno le domande, aumenteranno in tempi brevi anche le
risorse”.
Nei primi
tre bandi per il commercio finanziati con la legge 488/92 sono state agevolate
1.895 domande, per un totale di investimenti pari a 1.394,2 milioni di euro e
un totale di
agevolazioni
concesse di 404 milioni di euro. Sia nel primo che nel terzo bando le risorse
disponibili per alcune regioni del Centro-Nord non sono state completamente
utilizzate. Nel secondo, anche le risorse disponibili per alcune regioni del
Centro-Sud non sono state
pienamente
utilizzate.
L’82% delle
domande agevolate ha riguardato piccole imprese, che sono anche i soggetti che
hanno prodotto il maggiore incremento occupazionale, con 14.043 unità rispetto
alle 1.933 delle medie aziende e alle 2.750 delle grandi. Tra le domande
agevolate, 972
programmi di
investimento hanno riguardato ampliamenti, 897 nuovi impianti, 26
ammodernamenti, trasferimenti e ristrutturazioni e nessuno riconversione di
attività.
Quanto ai
settori di attività, delle domande agevolate 933 sono state relative a esercizi
di dettaglio di media struttura, 419 a esercizi all’ingrosso gestiti da singole
imprese,
274 a
esercizi di vicinato in forme associative, 100 a esercizi di vicinato aderenti
a strutture dell’associazionismo, 75 a esercizi di dettaglio di grande
struttura, 39 al commercio elettronico, 23 a esercizi di vicinato in centri
commerciali, 17 a intermediari del commercio, 7 a esercizi all’ingrosso gestiti
da singole imprese, 4 a vendita per corrispondenza, 2 a gestione centri
commerciali, 1 a servizi studi e consulenza.
Sempre
considerando i settori di attività, a creare il maggior incremento
occupazionale sono stati gli esercizi di dettaglio di media struttura con 8.634
unità, seguiti dagli esercizi all’ingrosso gestiti da singole imprese con 5.152
unità e dagli esercizi di dettaglio di grande struttura con 3.210 unità.