Il ministro
dell’Economia e delle Finanze francese, Nicolas Sarkozy, ha ottenuto da
distributori e industriali un impegno ad abbassare del 3% entro il 2005 il
prezzo alla distribuzione dei prodotti di largo consumo. I prezzi alla
distribuzione scenderanno a partire dal primo settembre del 2% e di un
ulteriore 1% l’anno prossimo. L’annuncio è arrivato al termine di complessi
negoziati tra il superministro, impegnato a fondo nella lotta al caro prezzi e
nel rilancio dei consumi, e i rappresentanti dell’industria e della
distribuzione.
Sarkozy, che
aveva obiettivi più ambiziosi (3% a settembre e 5% entro il 2005), ha comunque
parlato di un calo “significativo”, in quanto “rappresenta un aumento dello
0,2% del potere d’acquisto” dei francesi. L’accordo, che è stato firmato anche
dai sindacati agricoli e dalle associazioni dei consumatori, prevede anche un congelamento ai
livelli del 2004 e la riduzione di un punto nel 2005 dei margini versati dagli
industriali ai distributori. A controllare il rispetto dell’accordo sarà un
osservatorio dei prezzi.
Sarkozy ha
deciso di intervenire dopo che anche in Francia erano nate polemiche sulle
cifre dell’inflazione. Ad aprire il dibattito era stata una campagna degli
ipermercati Leclerc che poggiava su uno studio secondo cui il potere d’acquisto
dei francesi era sceso nel 2003 dell’1,1% a causa di un aumento dei prezzi
superiore alle cifre ufficiali. L’Insee, l’Istat francese, ha riconosciuto
all’inizio del mese che secondo calcoli che non tengono contro di alcuni
aggiustamenti legati alla qualità dei prodotti, l’inflazione nel 2003 ha
raggiunto quota 2,5% e non il 2,2% “ufficiale”.