Mercoledì è
stato siglato l’accordo interconfederale sul telelavoro. L’intesa sottoscritta
per il recepimento dell’accordo-quadro europeo sul telelavoro, che impegna a
rispetto delle regole date tutte le imprese, i lavoratori e le rispettive forme
di rappresentanza,
rappresenta la prima trasposizione a
livello nazionale del primo accordo in Europa non giuridicamente vincolante.
L’accordo è stato sottoscritto da Confcommercio, Confindustria,
Confartigianato, Confesercenti, Cna, Confapi, Confservizi, Abi, Agci, Ania,
Apla, Casartigiani, Cia, Claai, Coldiretti, Confagricoltura, Confcooperative,
Confinterim, Lega Coop, Unci e Cgil, Cisl e Uil. A seguito di questo accordo,
il telelavoro viene considerato non come una nuova tipologia di rapporto di
lavoro, ma, nell’ambito del comune rapporto di lavoro subordinato, come una
normale modalità di svolgimento della
ordinaria prestazione lavorativa. Il
telelavoratore può così svolgere la propria prestazione non necessariamente in
azienda, ma anche da casa, usufruendo delle tecnologie messe a disposizione
dell’azienda. Il telelavoro è una scelta volontaria del lavoratore che può
chiedere tale possibilità al proprio datore, che a sua volta può accettare o
rifiutare.