Dpef: per Confcommercio
giudizio ancora sospeso
Il giudizio
di Confcommercio sul Documento di programmazione economica e finanziaria è
ancora sospeso. Lo ha ribadito il presidente Billè al termine del secondo
vertice a Palazzo Chigi tra Governo e parti sociali. “A me sembra che per
quanto riguarda i contenuti della
prossima
manovra e gli strumenti – ha spiegato -
siamo ancora in una situazione di grande incertezza. Mi sembra però che
ci sia stato da parte del Governo uno spirito
collaborativo
superiore rispetto all’ultimo colloquio e su questo spirito cercheremo di
intervenire e di dare il nostro parere, insomma di collaborare”.
In
particolare, Billè ha notato da parte dell’Esecutivo “un maggiore dettaglio che
però non significa una quantificazione di quello che sarà il contenuto della
manovra economica. Oggi il barile di petrolio ha superato i 43 dollari al
barile e questo certamente non è buon viatico per il confronto”. Insomma,
“bisogna verificare questo spirito collaborativo -
Ha
sottolineato ancora Billè - bisogna che ciascuno possa alla fine dare il
proprio apporto, il nostro sarà quello di cercare di far sviluppare di più il
Paese e i consumi perché solo così potremo venire fuori da questa situazione
abbastanza complicata”.
Confcommercio ha chiesto di avere una maggiore regolamentazione in modo da fugare una serie di perplessità che non solo tra le famiglie ma anche tra le imprese sono
sorte intorno al maxiemendamento, alla riforma delle pensioni e alla tassazione dei mutui sulla seconda casa.
Durante il
vertice c’è
stato anche uno scontro di vedute con il leader della Uil,
Luigi Angeletti, sull’andamento dei prezzi e sulla politica al riguardo del
Governo francese.
“Se un
milione di persone dicono che i prezzi sono aumentati del 30% - ha detto Angeletti
- mentre voi vi ostinate a dire che non è vero, si sentono abbandonati”.
Immediata la replica di Billè: “informati, l’inflazione in Francia è più alta”.
A cercare di alleggerire la tensione è intervenuto il presidente del Consiglio,
sottolineando
che il
Governo non può controllare i prezzi. “Non siamo così sciocchi da pensare che
il Governo fissi i prezzi per decreto”.