Varo
notturno in Consiglio dei Ministri per il Dpef che traccia le linee
programmatiche della politica economica dei prossimi tre anni, indicando anche
le dimensioni della Finanziaria 2005. Il testo ricalca senza eccessive sorprese
il quadro delineato nei giorni scorsi, ricordando anche che “correzioni
strutturali non potranno essere indolori”.
Di
“interventi dolorosi”, del resto, ha parlato anche il premier Silvio
Berlusconi, secondo il quale è stato importante aver rispettato gli impegni
presi in sede Ecofin correggendo i conti pubblici con la manovra da 7,5
miliardi e approvando prima delle ferie la riforma
delle
pensioni. Ora si procederà con il taglio delle tasse varando “una Finanziaria
di rigore e di sviluppo”. Ci sarà la riduzione dell’Irap per le imprese che
fanno ricerca e investimenti e anche dell’Irpef. Su questo punto Berlusconi ha
ribadito che la riforma prevederà una no tax area fino a 7.500 euro, e tre
aliquote (23%, 33% e 39% per i redditi più alti). Berlusconi ha anche rivelato
che il Governo punterà a ottenere una
maggiore
elasticità europea nell’applicazione del patto di stabilitaà da cui potrebbero
essere escluse al fine del rapporto del 3% le spese per investimenti e ricerca.
Tra i dati
più attesi del Dpef c’era quello sull’inflazione programmata che alla fine è
stato
fissato
all’1,6% per il 2005. La prossima Finanziaria sarà di 24 miliardi di euro, di
cui 17 da misure strutturali e 7 da misure una tantum. In questo modo il
rapporto deficit-pil
rientreaà
dal 4,4% al 2,7% nel 2005. Parallelamente, l’avanzo primario dovrà
progressivamente salire fino al 4,8% del 2008.
Ma vediamo
in sintesi i principali dati contenuti nel Documento.
CRESCITA -
Per effetto della manovra da 7,5 miliardi approvata dal Senato la crescita di
quest’anno risulterà penalizzata. Nel Dpef il Pil è stato rivisto al ribasso e
sarà dell’1,2% contro l’1,4% stimato. Nel 2005 salirà al 2,1%, nel 2006
crescerà del 2,2%, del 2,3 % nel 2007 e nel 2008.
DEFICIT - Il
rapporto con il pil si ridurrà al 2,7% nel 2005, al 2,2% nel 2006, all’1,7% nel
2007 e all’1,2% nel 2008.
DEBITO -
Scenderà al 104,1% del pil nel 2005, del 101,9% nel 2006 e del 99,3% nel 2007.
INFLAZIONE
PROGRAMMATA – E’ stata fissata all’1,6% nel 2005, all’1,5% nel 2006 e dell’1,4%
negli anni successivi.
AVANZO
PRIMARIO - Passerà dal 2,4% del 2004 al 2,6% nel 2005, al 3,3% nel 2006, al 4%
nel 2007 e al 4,8% nel 2008.
DISOCCUPAZIONE
- Sarà dell'8,2% nel 2006, del
7,6% nel 2006, del 7,3% nel 2007 e del 7% nel 2008.
TASSE -
Saranno ridotte nella misura di 1 punto di pil (circa 12 miliardi) in 2 anni.
PRIVATIZZAZIONI
- Nei prossimi tre anni ci saranno privatizzazioni e cartolarizzazioni per una
media di circa 25 miliardi l’anno per complessivi 116,4 miliardi (in
particolare, 19,4 nel 2004, 27 nel
2005, 26 nel 2006, 24 nel 2007).