L’Istat conferma: inflazione al
2,3%
A luglio
l’inflazione è scesa al 2,3% dal 2,4% di giugno, con un aumento dei prezzi su
base mensile dello 0,1%. Lo ha comunicato l’Istat confermando le stime
provvisorie basate sui dati delle città campione.
L’indice armonizzato
dei prezzi al consumo ha registrato un calo dello 0,3% rispetto al mese
precedente e una variazione di +2,2% rispetto a luglio 2003. Sulla base dei
dati provvisori, l’Istat ha misurato gli aumenti congiunturali più
significativi nei capitoli
ricreazione,
spettacoli e cultura (+0,8%) e alberghi, ristoranti e pubblici esercizi
(+0,7%). Variazioni nulle si sono invece verificate per bevande alcoliche e
tabacchi, abbigliamento e calzature, mobili e servizi per la casa,
comunicazioni e istruzione. Unica variazione negativa quella dei prodotti
alimentari che con un -0,4% hanno registrato il maggiore calo mai riscontrato a
luglio da 5 anni. La flessione congiunturale degli alimentari, spiegano
all’Istat, ha influito in modo determinante sulla discesa al 2,3% dell’indice
generale dell’inflazione. A scendere e' stato soprattutto il prezzo degli
alimentari
freschi, cioè di frutta e ortaggi, che negli anni scorsi avevano registrato
vere e proprie impennate.
Per quanto
riguarda l’andamento tendenziale dei prezzi gli incrementi tendenziali più
elevati si sono registrati nei capitoli bevande alcoliche e tabacchi (+7%),
trasporti (+3,5%), alberghi, ristoranti e pubblici esercizi (+3,2%). L’unica
variazione tendenziale negativa è stata quella delle comunicazioni (-7,3%,
dovuta al crollo del prezzo dei telefonini in calo del 27% e alla riduzione
seppur contenuta dei servizi telefonici, -0,1%). L’Istat segnala in particolare
un rallentamento del tasso di inflazione tra giugno e luglio per gli alimentari
(da 2,8% a 2,3%) e per i trasporti (da +3,9% a +3,5%). Un’accelerazione
significativa è stata invece
quella del capitolo ricreativo (da +1,6% a giugno a +2,3% a luglio),
imputabile soprattutto alle voci
legate alle vacanze, cioè
agli
stabilimenti balneari e ai pacchetti turistici. Accelera anche l’inflazione nel
capitolo alberghi, ristoranti e pubblici esercizi (da 3% a 3,2%) soprattutto
per gli aumenti dei
ristoranti
(+0,5% congiunturale, +4,5% tendenziale). Per quanto riguarda infine l’energia
elettrica contenuta nel capitolo abitazione, a luglio c’è stata una variazione
del +0,9% rispetto a giugno dovuta agli aumenti tariffari. Tuttavia, rispetto
al 2003 il comparto continua ad avere una tendenza disinflazionistica, con un
calo del 3,8%.