Sconti e
ribassi non sono bastati quest’estate a rilanciare i consumi nei negozi. I
consumatori sembrano essersi fermati di fronte alle vetrine e così l’operazione
saldi, partita all’inizio del mese per risollevare una stagione nera per i
consumi, sembra essersi rivelata
un flop.
A tracciare
un quadro deludente per i commercianti è il presidente di
Federmodaitalia-Confcommercio, Renato Borghi, che anticipa, sulla base dei
primi dati disponibili, come le
aspettative
del settore sono rimaste inappagate. “I saldi sono andati meglio rispetto alla
piena stagione, ai mesi cioè di aprile, maggio e giugno che si sono chiusi con
una
flessione
del 5% dei ricavi. Tuttavia le aspettative dovute alla consistenza degli
stock di
magazzino, rimasti in gran parte pieni proprio per la debole domanda
manifestasi fino a giugno, sono state deluse”. Rispetto allo scorso anno, “che già non è stato
entusiasmante”,
continua il presidente di Federmodaitalia, i ricavi sono cresciuti del 2%. Un
dato che incorpora però il tasso di inflazione che nel settore
dell’abbigliamento è stato di circa il 2,1%. La situazione è di stabilità, ma
ci attendevamo qualcosa di più, una liberazione di risorse che non c’è stata”.
Le
previsioni del settore avevano infatti stimato un incremento del 5-10%, “almeno
per recuperare quello che si era perso a maggio-giugno”. Neanche i saldi,
quindi, sono riusciti a invertire la rotta tutta negativa imboccata a maggio, mese in cui l’Istat ha
rilevato un calo complessivo dei consumi del 3,2%, diffuso a tutti i prodotti,
ma più accentuato proprio nei settori dell’abbigliamento (-4,3%) e delle
calzature (-4,4%), fiori
all’occhiello
del made in Italy.
“Se il
reddito non sarà sostenuto e la fiducia dei consumatori continuerà a mantenersi
a bassi livelli per l’incertezza economica e politica – ha concluso Borghi - è
difficile prevedere una ripresa nell’immediato”. Solo se saranno confermati i
dati sugli ordinativi che arrivano dal mondo industriale “sarà forse possibile una
ripresa nell’autunno-inverno”.