A maggio la
produzione industriale ha registrato un incremento del 2,4% rispetto a maggio
2003 e una variazione nulla rispetto ad aprile. Lo ha reso noto l’Istat
precisando che l’indice corretto per giorni lavorativi (21 nel 2004 come nel
2003) è aumentato del 2,7%. Il dato è il più alto dal novembre 2002.
Nei primi
cinque mesi dell’anno, la produzione è aumentata dell’1,7% a livello grezzo e
dello 0,6% a livello corretto. Il dato corretto per giorni lavorativi presenta,
rispetto a
maggio 2003,
variazioni positive in tutti i raggruppamenti di industrie: l'incremento è del
5,5% per i beni di consumo (+6,1% per i beni durevoli e +5,5% per i beni non
durevoli), del 3,6% per l’energia, del 2,3% per i beni strumentali e dell’1,1%
per i beni intermedi. Rispetto ad aprile 2004, l’energia mostra un aumento del
2% e i beni strumentali dello 0,2%. In calo invece i beni intermedi (-1,3%)
mentre i beni di consumo hanno presentato una variazione nulla (+0,7% per i
beni non durevoli, -1,9% per i beni durevoli).
Guardando ai
settori di attività economica, gli aumenti tendenziali più marcati sono stati
quelli delle raffinerie di petrolio (+9,9%), della carta, stampa ed editoria
(+8,1%), dei
tessili e
dell’abbigliamento (+8%) e dei prodotti chimici e fibre sintetiche (+6,5%). Per
quanto riguarda in particolare il settore abbigliamento, i tecnici dell’Istat
sottolineano l’inversione di tendenza rispetto al prolungato calo registrato
dal settore nei mesi
precedenti.
Le diminuzioni tendenziali più ampie sono state invece quelle delle pelli e
calzature, che con un -8,1% confermano la crisi degli ultimi mesi, degli
apparecchi
elettrici e
di precisione (-6,8%), dell’estrazione di minerali (-1,2%) e della lavorazione
di minerali non metalliferi (-1,1%).