La conciliazione stragiudiziale, un vantaggio per le
imprese
Il sito associativo di Confcommercio dedica il consueto focus alla conciliazione stragiudiziale, un fenomeno in costante crescita in molti Paesi, specie nel caso di liti civili e commerciali.
In Italia, tuttavia, la cultura e la pratica dell’ADR (Alternative Dispute Resolution) sembra ancora lontana dagli standard europei, sia a causa di lacune di carattere informativo e formativo che per ragioni di tipo organizzativo e ordinamentale. Gli esempi di sviluppo di modelli autonomi di ADR, come le procedure di conciliazione presso le Camere di commercio, non hanno, infatti, avuto fino ad oggi un impatto rilevante sulla diminuzione del contenzioso civile.
Lo sviluppo di strumenti in grado di offrire un’alternativa alla soluzione processuale delle controversie è, tuttavia, auspicabile per almeno due ordini di motivi. Sotto un profilo quantitativo (risparmio di tempo e denaro), la risoluzione alternativa delle controversie costituisce, infatti, una risposta alle carenze strutturali e procedurali degli ordinamenti giurisdizionali nazionali, incapaci di assicurare l’accesso alla giustizia in tempi brevi e con costi certi. Dal lato qualitativo, invece, tali procedure possono risultare idonee a non interrompere i rapporti economici e/o professionali, quando anche non personali, tra le parti, così come di norma accade con l'instaurazione di un processo civile.
Per tali ragioni, oltre che per il recente impulso che la materia sta registrando nel contesto normativo nazionale, comunitario e internazionale, occorre prestare una maggiore attenzione al fenomeno.