Il premier
Silvio Berlusconi è determinato a ridurre le tasse sulle famiglie e sulle
imprese e lo faremo perché sta nel patto con gli italiani. Sarà realizzata
anche questa missione”. Nel suo intervento all’Assemblea Generale di
Confcommercio il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, ha
risposto così ad uno dei passi più “caldi” della relazione del presidente
Billè, evidenziando che si tratta di una scelta politica di redistribuzione del
reddito ai cittadini che punta “a ottenere i maggiori effetti sull’economia”.
Affrontando
poi il capitolo degli incentivi, Marzano ha ricordato che “stiamo rivedendo e
razionalizzando tutte le misure”, anche in modo da “renderle meno rigidamente
settoriali” superando una situazione che nel passato ha visto “penalizzare il
commercio”. Per quanto riguarda il
rapporto con le parti sociali, il ministro ha detto sì alla concertazione, ma
il Governo deve attuare il suo programma senza “veti e interdizioni”. “Il
dialogo sociale - ha sottolineato – deve essere costruttivo e non impedire la
realizzazione del
programma di
Governo, integrandolo e modificandolo con priorità diverse rispetto a tre anni
fa”. Marzano ha ribadito di credere nella collaborazione tra le varie
associazioni (Confindustria, Confcommercio, Banche, enti locali) ma ha fatto
presente che “se non si riesce a collaborare tra tutti c’è il rischio che le
diverse lobby si annullino a vicenda e paralizzino l’attività del Governo”.
Dopo aver
messo al bando pessimismo e pessimisti (“non serve all’economia, ritarda la
ripresa”),
il ministro ha concluso elencando una serie di dati macroeconomici positivi,
dall’aumento dei redditi reali al calo della disoccupazione, in base ai quali
“i consumi non possono che aumentare” e “la ripresa è già cominciata”.