“Da almeno
sette-otto anni il Dpef era diventato il libro dei sogni: se vogliamo che
diventi il libro delle realtà ci vuole un’analisi molto più precisa, più
puntuale”. Così il presidente di Confcommercio Sergio Billè ha commentato il
possibile rinvio del Documento di programmazione economico-finanziaria a dopo
le elezioni europee. Secondo Billè, per centrare l’obiettivo occorre inoltre
“avere la consapevolezza che, anche a livello europeo, l’intesa raggiunta tra i
tre ministri dell’economia di Francia, Germania e Gran Bretagna rende i
rispettivi Dpef di quei Paesi un documento nuovo, più attento alle dinamiche
del Patto dello sviluppo piuttosto che di quello della stabilità e quindi più
attento a far trovare alla barca Europa un filo di vento per riprendere quella
via dello sviluppo che in
questi
ultimi anni ha mancato in maniera molto forte”.