Fiducia dei consumatori ai
minimi dal 1993
Forte calo
della fiducia dei consumatori nel
mese di maggio. Secondo l’inchiesta mensile
Dell’Isae,
l’indice destagionalizzato, a causa dell’acuirsi della situazione
internazionale, è sceso a 97,1 da 101,6 di aprile. Si tratta del livello più
basso dal novembre 1993. In calo sono anche l’indice grezzo, che si attesta a
98,6 rispetto a 101,7 di aprile, e quello
destagionalizzato
e corretto per i fattori di natura erratica, che risente maggiormente dei
passati andamenti della serie storica, che scende a 98,6 da 100,3.
A pesare
sulla fiducia dei consumatori (2.000 intervistati tra il 3 e il 14 del mese
preso in considerazione) è soprattutto l’acuirsi delle tensioni internazionali,
che “sembra aver influenzato negativamente soprattutto le previsioni sulla
situazione futura (sia del
Paese, sia
personale degli intervistati) e le valutazioni sul quadro economico generale”.
L’indice relativo alle sole aspettative crolla infatti da 101,5 a 94,4, quello
sul quadro
economico
generale del Paese a 82,9 da 89,8, sui minimi dall’aprile 1997. In particolare,
peggiorano le attese sul mercato del lavoro e sulle possibilità future di
effettuare
risparmi.
Molto prudenti sono invece le valutazioni sulla convenienza presente riguardo
al risparmio. Si ridimensiona anche, dopo il miglioramento registrato lo scorso
mese, la convenienza ad acquistare beni durevoli: in particolare, peggiorano le
previsioni di acquisto di un’auto, mentre sono stazionarie quelle di acquisto
di un’abitazione.
“Sono invece
- continua l’Isae - relativamente meno sfavorevoli le valutazioni sulla
situazione corrente (da 101,3 a 100,3) e su quella personale degli intervistati
(da 107,4 a
104,9). Le
uniche indicazioni positive giungono questo mese dal lato dei prezzi, con la
conferma di un sensibile ribasso della percezione della dinamica
inflazionistica e una contestuale attesa di una sua stabilizzazione nei
prossimi 12 mesi”.