La Finanziaria regionale 2004 non ha previsto le proposte di Confcommercio Abruzzo sulla concessione di contributi per i ristoranti che valorizzino i prodotti locali, per la certificazione di qualità del settore commercio e per il marketing urbano. E’ quanto lamenta l’associazione in una nota inviata al presidente della Regione, Giovanni Pace, dalla quale emerge che “Finanziaria e bilancio regionale presentano luci e ombre sul futuro dell’Abruzzo”.
“Si tratta di provvedimenti non
molto costosi - si legge nel
documento trasmesso anche al presidente del Consiglio, Giuseppe
Tagliente, e agli assessori regionali alle Risorse Finanziarie, al Turismo e
all’Industria - ma necessari per sostenere la nostra economia in questa fase di
globalizzazione e, come tali, vanno recuperati. L’unico, timido segnale dato
dalla Regione in favore dei prodotti tipici locali, è il contributo a 'scuole
agrarie' per la costituzione di centri espositivi delle produzioni alimentari tipiche,
con annesse sale di degustazione”.
Inoltre, non è assolutamente in
linea con le aspettative dei settori rappresentati dalla Confcommercio la
modifica all’articolo 36 della legge regionale 7/2002 che prevede, per i progetti Prusst e i Programmi urbanistici
complessi approvati, il rilascio di concessioni, autorizzazioni e nulla osta
anche in deroga alle normative vigenti in materia ambientale urbanistica,
edilizia e commerciale. Un tale articolo di legge, afferma Confcommercio che
vorrebbe abrogarlo, “non solo
sconvolge, ma rende vana tutta la programmazione in atto nella Regione,
togliendo agli operatori economici
ogni punto di riferimento e di valutazione per nuovi investimenti sul
territorio”.
Se l’associazione rileva tra gli elementi positivi la
conferma della riduzione al 3,25% dell’Irap per i soggetti che inizino
l’attività economica quest’anno, si sottolinea pure che la spesa sanitaria
prevista (un miliardo 607.524.528,91 euro) “occupa sempre il primo posto ed è
in aumento sia rispetto al 2003 e
alla stessa proposta di Giunta per l’anno in corso”. Di contro, lamenta
Confcommercio, alle attività produttive viene destinata una somma, inferiore
anche a quella per il settore trasporti e per le spese di amministrazione, di
poco più di 20 milioni di euro e al turismo 12 milioni di euro, “aumentate
rispetto alla
proposta di Giunta grazie soprattutto alle nostre martellanti osservazioni”.