Secondo l’Andec, l’Associazione
nazionale degli importatori e distributori di elettronica di consumo aderente
al sistema Confcommercio, “la conversione del Decreto Legge 72/2004 (cosiddetto
decreto Urbani) contro la pirateria audiovisiva connessa alla diffusione su
Internet di opere protette dal diritto d’autore, ha assunto connotati punitivi
assolutamente inaccettabili, che Andec non può condividere”. “In particolare –
secondo l’Andec - il Parlamento ha approvato una serie di emendamenti, che
aggiungono al testo originario del DL disposizioni del tutto estranee alla
ratio del provvedimento, perpetuando la discutibile abitudine del legislatore
italiano ad utilizzare l’iter di approvazione di un testo normativo per
inserirvi norme eterogenee ed incongruenti”. Andec ribadisce innanzitutto la
propria “piena condivisione dell’obiettivo di contrastare in modo efficace il
crescente fenomeno della pirateria e, quindi, condivide la necessità di
elaborare strumenti di ordine giuridico e tecnologico adeguati a fronteggiare
questa emergenza”. “Non è però accettabile – ha sottolineato la nota dell’Andec
- né sul piano del diritto né su quello della congruità logica, che all'interno
di un provvedimento sul fenomeno criminale della pirateria informatica, si
vogliano inserire norme che aggravano sensibilmente la disciplina della copia
privata (compiutamente regolamentata dal recentissimo decreto legislativo
68/2003), con ciò evidenziando una indebita connessione tra i mancati introiti
di diritto d'autore dovuti alla pirateria (attività illecita penalmente
rilevante) ed i maggiori introiti, arbitrariamente intesi come compensazione
dei primi, che verrebbero a gravare sulla copia privata (attività del tutto
lecita)”. “Tra le innovazioni più
penalizzanti – ha ricordato ancora l’Andec - merita attenzione l’accanimento
contro le memorie digitali di ogni specie: il compenso per copia privata non
riguarderebbe più le sole memorie digitali dedicate audio (come prevede
l’attuale testo dell'art. 39 del D.lgs. 68/2003), ma verrebbe esteso a tutte le
memorie digitali idonee per audio e video, pur con un compenso inferiore. Ci
sembra che l'assoggettamento a compenso di tutte le possibili tipologie di
memorie digitali per il solo fatto di essere teoricamente idonee a supportare
file audio o video, rappresenti una palese ingiustizia che va ben oltre le
finalità della norma sulla copia privata. Viene inoltre inasprita la disciplina
della copia privata sui masterizzatori ed i relativi software ed introdotto un
severo apparato sanzionatorio per le ipotesi di violazione dell'obbligo di
corrispondere il compenso per copia privata”. “Risulta del tutto evidente –ha
concluso l’Andec - come queste modifiche esulino dall’ambito della lotta contro
la pirateria e si risolvano nel tentativo di far pagare ai produttori ed
importatori di apparecchi e supporti di registrazione i danni causati dai
crimini altrui”.