…un obbiettivo quadrangolare in
modo da non lasciare in ombra nessuno dei problemi che oggi sono alla base
della crisi che sta vivendo la nostra economia:1- una spesa pubblica che,
anziché ridursi, è in continua ascesa non consentendo allo Stato di migliorare
quel rapporto deficit/Pil che, anzi , nel 2005, rischia di arrivare al 4% ; 2-
un sistema industriale che continua a perdere colpi non solo per obbiettive
ragioni di crisi (che riguardano tutta l’area europea) ma anche perché non sa
sfruttare tutte le sue vere potenzialità; 3- una politica del governo che , per
quanto riguarda lo sviluppo del sistema (investimenti e produzione di
ricchezza) , non ha fino ad ora prodotto risultati apprezzabili. E poi un
accenno “docile” cioè senza alcuna sfumatura polemica alla nuova legge riforma
del risparmio (“attendiamo che il Parlamento detti le nuove regole per poi
applicarle”) e un nuovo plauso , in sintonia con quello già fatto l’anno
scorso, al sistema bancario italiano, l’unica struttura, sostiene Fazio, che, in
questo contesto di generale crisi, abbia saputo mantenere paratie stagne, una
difesa d’ufficio che è apparsa, in questo contesto, persino eccessiva e fuori
misura. Le “punture” di spillo del
Governatore contro il governo (se esso vorrà ottenere risultati , dovrà, fin
dal prossimo Dpef, operare sostanziali correzioni di tiro alla sua politica e
ritrovare anche forme più convincenti di dialogo con le parti sociali) sono
state apprezzate da gran parte del parterre che, del resto, pochi giorni fa
aveva applaudito un intervento del nuovo Presidente di Confindustria che era
stato più o meno dello stesso tenore. Ma ora, superato questo appuntamento
istituzionale , tutti i riflettori tornano ad essere puntati sulle vicende di
casa Fiat la cui strategia , dopo le brusche dimissioni dell’a.d Morchio,
appare alla vigilia di una nuova ed importante svolta.