Riforma fiscale, accordo in
alto mare
Malgrado la
frenata imposta da Gianfranco Fini agli alleati, il Governo continua nel lavoro
di messa a punto del piano di tagli alle tasse e alle spese. Ma a movimentare
ulteriormente il dibattito nella maggioranza sulle priorità da mettere al
centro della
riforma
fiscale ci ha pensato il ministro del Welfare, Roberto Maron che ha dato voce
al pessimismo che sta crescendo: “credo sia difficile arrivare al taglio delle
tasse prima delle elezioni europee”. Uno scenario implicitamente confermato
dallo stesso vice-premier,
Gianfranco
Fini, “non ci sono date limite per varare il taglio delle tasse se non quello
di fine legislatura, nel 2006. Personalmente - ha aggiunto - ritengo si debba
attentamente valutare se ci sia la possibilità di un intervento anche prima
delle elezioni, ma se questo non dovesse essere, l’impegno rimane confermato
per il 2006”.
Il ministro
del Welfare ha invece rilanciato un cavallo di battaglia caro alla Lega, ma
visto con un certo fastidio dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti.
Mettere al centro di tutto i nuclei familiari, prima ancora del numero e del
peso dei singoli scaglioni di
reddito. “La
riforma fiscale - ha spiegato ieri Maroni - diventa uno strumento decisivo se
viene introdotto il 'quoziente familiare', quel sistema di detrazioni o
deduzioni calcolate in base al numero di componenti della famiglia. E questo a
prescindere dal numero delle aliquote. Spero che su questo punto vi possa
essere il sostegno dei sindacati e dell’opinione pubblica”. Maroni ha poi
elencato le altre priorità della Lega messe sul tavolo in “questo momento di
confronto all’interno della maggioranza”. Tra queste spicca la riduzione
dell’Irap, in particolare per le piccole e medie imprese, e la riduzione dei
contributi a fondo perduto, che potrebbero essere trasformati in finanziamenti
a tasso agevolato”.