Secondo i
dati di finanza pubblica resi noti dall’Istat, il Pil del nostro Paese è
cresciuto dello 0,3% nel 2003, facendo registrare un rallentamento rispetto
allo scorso anno quando il prodotto interno era cresciuto dello 0,4%. La stima
preliminare dell’Istituto di Statistica era dello 0,4%. Buone notizie invece
per ciò che riguarda il deficit pubblico che è stato pari al 2,4% del Pil nel
2003, migliorando le previsioni del governo che indicavano un 2,5%. Il deficit
rimane comunque superiore al 2,3% del 2002. Il debito si è invece attestato al
106,2% del Pil. La pressione fiscale complessiva nel 2003 è aumentata al 42,8%,
dal 41,9% del 2002. Tra le entrate, l’Istat contabilizza anche 19,9 miliardi di
euro incassati 19,3 miliardi dai condoni e 600 milioni dallo scudo fiscale sui
rientro dei capitali dall’estero. I consumi finali nazionali sono aumentati
dell’1,5% (+1,3% la spesa delle famiglie; +2,2% quella della pubblica
amministrazione ) mentre è calato del 2,1% l’apporto degli investimenti fissi
lordi e dello 0,6% quello delle importazioni di beni e servizi. I consumi
finali interni sono aumentati dell’1%. Il maggior apporto alla formazione del
Pil arriva dal settore delle costruzioni (+2,5%) e dei servizi (+0,7%) mentre
l’industria e l’agricoltura hanno registrato una diminuzione del
valore
aggiunto pari rispettivamente allo 0,1% e al 5,6%. L’occupazione è cresciuta
nel 2003 dello 0,4% raggiungendo quota 24,2 milioni di unità di lavoro, mentre
nel 2002 l’incremento era stato dell’1,3%. I redditi da lavoro, che risentono
di maggiori versamenti dovuti alla regolarizzazione dei lavoratori
extracomunitari, sono invece saliti complessivamente del 4,3% nel 2003 e le
sole retribuzioni hanno segnato un aumento del 3,8% (+4,4% nel 2002).
L’occupazione totale espressa in termini di unità di lavoro
al netto
della cassa integrazione guadagni è aumentata nel 2003 dello 0,4% come media
tra il +0,5% delle unità di lavoro dipendenti e +0,2 per cento quelle
indipendenti. Dal punto di vista settoriale, si è registrata una considerevole
riduzione dell’occupazione totale nell’agricoltura (- 3,7%), un andamento pure
negativo, ma meno marcato, nell’industria in senso stretto (-0,3%), un buon
incremento nelle costruzioni (+2,9%) ed una crescita più contenuta nel
complesso dei servizi (+0,8%). I redditi da lavoro dipendente nell’intera
economia sono aumentati nel 2003 del 4,3% e le retribuzioni lorde del 3,8%. In
particolare, mentre la dinamica delle retribuzioni nel settore agricolo ha registrato
una diminuzione del 2,6%, nell’industria le retribuzioni sono cresciute del 3%
(rispettivamente, +2,4% nell’industria in senso stretto e +6,4% nelle
costruzioni) e nel complesso delle attività dei servizi del 4,3%. La dinamica
più sostenuta dei redditi da lavoro dipendente rispetto alle retribuzioni lorde
è determinata in larga misura dalla regolarizzazione dei lavoratori
extracomunitari e dal conseguente versamento dei relativi flussi contributivi.