Uno sciopero
“sbagliato”: così i rappresentanti del Governo bocciano l’iniziativa dei
sindacati
che, contestando l’accelerazione impressa alla delega previdenziale in Senato
si accingono, mercoledì prossimo, a proclamare lo sciopero generale per il 26
marzo. La protesta dovrebbe essere proclamata quindi proprio nel giorno in cui
la delega sulla previdenza, dopo un breve passaggio martedì in aula al Senato,
potrebbe - come annunciato dal ministro del Welfare, Roberto Maroni - tornare
in commissione lavoro per un ulteriore confronto con l’opposizione sul merito.
Il primo a esprimersi contro lo sciopero è stato il vicepremier, Gianfranco Fini, secondo il quale l’iniziativa dei sindacati confederali, a cui si è unita anche l’Ugl, è sbagliata anche se si tratta di un diritto “sacrosanto e legittimo”. Nel caso specifico, “rischia di essere una protesta contro le pensioni, poiché la riforma presentata dal Governo è indispensabile per garantire il futuro previdenziale delle giovani generazioni. Continuiamo - ha detto il vicepremier - il confronto con le parti perché, come dimostra la vicenda delle pensioni, in questo modo possono essere recepiti dal Governo suggerimenti, spunti e indicazioni delle stesse parti sociali”.
Ma i
sindacati sono ormai sul piede di guerra, pronti scatenare una mobilitazione
che va ben al di là della questione pensioni: “vogliamo cambiare la politica
economica del Governo, questo è il nostro dovere”, ha detto il leader della
Uil, Luigi Angeletti, bocciando sonoramente l’azione di Governo.” “Quella del
Governo - ha tuonato il segretario generale della Uil chiudendo i lavori della
Conferenza di organizzazione del suo sindacato - è una strategia, una ricetta
politica sbagliata, fatta solo di slogan e da persone che non conoscono bene il
Paese; e che vogliono fare l’interesse solo di una parte del Paese''.
Che lo
sciopero generale sia ormai inevitabile lo conferma anche il leader della Cgil,
Guglielmo Epifani, per il quale “se non si cambia marcia, il Paese non ce la
farà ad uscire dal declino e pagherà un prezzo alto. Per questo abbiamo bisogno
di tenere alta la nostra iniziativa, la nostra lotta, il nostro impegno”. E per
il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, “quella sulle pensioni è un’operazione
che riguarda esclusivamente la riduzione della spesa, e per questo non si può
venire coinvolti. Si tagliano le pensioni solo per far quadrare i conti
pubblici”.
Martedì 10
non saraà solo il giorno della proclamazione dello sciopero, ma anche quello in
cui Cgil, Cisl e Uil presenteranno la loro piattaforma sui temi dello sviluppo,
alternativa alla politica finora condotta dal Governo.