Continua la corsa dei prezzi del
petrolio sulla scia della crisi venezuelana, salita di tono dopo la
manifestazione di sabato scorso che ha visto oltre duecentomila persone sfilare
contro Chavez, e del possibile taglio dei tetti produttivi Opec annunciati dal
presidente Purnomo Yusgiantoro. A Londra, il Brent è a 33,42 dollari al barile
(+17 cent) e i future sul “Light crude” sono a 37,21 dollari al barile (+13
cent). Il petrolio Usa è salito oltre i 37 dollari al barile: un livello che
dal marzo scorso, all’epoca della guerra in Iraq, non era stato più toccato e
si è avvicinato “pericolosamente” ai massimi dai tempi della prima guerra del
Golfo (37,55 dollari al barile). Dal 23 febbraio la benzina ha recuperato quasi 8 dollari
a tonnellata, il gasolio circa 25 dollari a tonnellata. In Italia questo ha
significato un incremento di 0,014 euro al litro e di 0,017 euro per il
gasolio. Intanto, per ciò che riguarda l’aumento dei prezzi della benzina, il
ministro delle Attività Produttive Antonio Marzano, ha proposto
d’introdurre multe per chi non espone i prezzi. “Oggi – ha detto il ministro -
non è prevista alcuna sanzione per chi non espone il cartello con i prezzi
anche se questo è obbligatorio. La mia proposta è quella di introdurre una
sanzione per chi non lo fa”. Marzano ha anche ricordato la sua proposta di
esporre avvisi, sia ai caselli di ingresso alle autostrade che in prossimità
dei distributori, con i prezzi dei carburanti applicati nelle diverse stazioni
di servizio lungo il percorso autostradale, in modo che gli automobilisti
possano scegliere dove fare rifornimento in modo più conveniente.