Fu ucciso per non aver pagato il pizzo, omicida in
cella
Un operaio stagionale della Forestale, Agesilao Mirisola, di 40 anni, è stato arrestato
dalla squadra mobile di Caltanissetta per l’omicidio del commerciante Michele Amico, che si era opposto al pagamento del pizzo. La vittima, titolare di una cartoleria-tabaccheria, venne uccisa a colpi di pistola il 23 ottobre del 2003. L’ordine di custodia cautelare è stato emesso dal Gip Mariella Giannazzo, su richiesta del sostituto procuratore Sergio Carnimeo. Secondo gli inquirenti l’omicidio doveva servire da monito anche per altre vittime del racket che si rifiutavano di pagare il pizzo.
Michele Amico fu assassinato con 7 colpi esplosi da due pistole differenti nei pressi della casa di campagna dei genitori. Gli investigatori, attraverso le dichiarazioni dei familiari di Amico, di alcuni confidenti e gli accertamenti eseguiti sul traffico telefonico della vittima, hanno individuato una telefonata del presunto assassino effettuata da una cabina telefonica, che sarebbe servita per attirare il commerciante sul luogo dell’omicidio.
La Squadra Mobile è risalita a Mirisola attraverso una scheda telefonica prepagata con la quale erano state effettuate pochissime chiamate, due delle quali proprio alla vittima. L’operaio, peraltro, frequentava il negozio di Amico in cui si vendevano anche cellulari e schede telefoniche. Il commerciante, che si era rifiutato di pagare il pizzo, prima di essere ucciso aveva subito numerosi attentati e atti vandalici. Agesilao Mirisola, rinchiuso nel carcere di Bicocca a Catania con l’accusa di omicidio aggravato e premeditato, detenzione e porto in luogo pubblico di due armi comuni da sparo, era stato già arrestato il 4 marzo scorso nell’ambito dell'operazione dei Carabinieri denominata “Itaca Bob Cat” per associazione mafiosa e tentata estorsione.