Un “incontro urgente” con il premier Silvio Berlusconi per illustrare le proposte di imprese e sindacati sul Mezzogiorno e verificare la possibilità di inserirle all’interno dei provvedimenti legati alla Finanziaria. A chiederlo sono Confcommercio, Confindustria, sindacati e le altre dodici associazioni imprenditoriali firmatarie dell’accordo del 2 novembre scorso sul rilancio del Mezzogiorno in una lettera inviata al presidente del Consiglio.
Fiscalità di
vantaggio,semplificazione amministrativa, interventi sul turismo, legislazione
mirata per le città, interventi per favorire la ricerca, l’innovazione e la
collaborazione tra imprese e centri di eccellenza universitari, e la promozione
delle produzioni e dei servizi per il Mezzogiorno. Queste le priorità di azione
nel breve periodo contenute nel documento per il Mezzogiorno. Gli obiettivi del
progetto sono quelli di elaborare proposte condivise, individuare strumenti e
modalità di intervento, suggerire interventi di contesto
indispensabili, approfondire gli esempi di progettualità,
promuovere il consolidamento del capitale sociale, individuare interventi per
garantire condizioni di sicurezza del territorio, eliminare la concorrenza
sleale, attuare politiche di sviluppo che contrastino il lavoro nero
irregolare.
Nel documento si sottolinea inoltre l’insufficienza delle risorse.
Nell’intesa viene infatti sottolineata la necessità di assicurare la
continuità, la disponibilità e soprattutto la certezza di un flusso di risorse
pubbliche adeguato al raggiungimento degli obiettivi. Da questo punto di vista,
si legge nel documento, “la finanziaria appena varata presenta
rilevanti elementi di criticità a causa dell’introduzione di un
tetto alla spesa per gli investimenti nelle aree sottoutilizzate”. Nel testo
viene infine definita come “condizione
essenziale per il rilancio del Mezzogiorno” la ripresa e il
consolidamento del principio della concertazione.