Secondo l’Isae, ad ottobre la fiducia dei commercianti italiani è tornata a diminuire, portando l’indice sintetico a 94,5 contro il 97,1 di settembre, attestandosi sui minimi dello scorso febbraio. Rispetto al mese precedente, l’Isae sottolinea che “peggiorano sensibilmente i saldi relativi al volume corrente e futuro delle vendite mentre un contributivo positivo è venuto invece dal forte ridimensionamento delle giacenze”. Segnali sfavorevoli emergono sia dalle imprese della distribuzione tradizionale, per le quali l’indicatore depurato dai fattori stagionali è sceso a 98,3 (102,6 in settembre), sia dalle
imprese della distribuzione “moderna” il cui indicatore destagionalizzato si è arrestato a 90,8 (94,0 in settembre). Tra le variabili che invece non entrano nel “clima di fiducia”, l’istituto registra segnali di preoccupazione dalle previsioni a breve termine circa le dinamiche future dell’occupazione, mentre più incoraggianti sono apparse le attese sul volume futuro degli ordini. Sulla dinamica inflazionistica, i risultati hanno confermato in ribasso, per il secondo mese consecutivo, i prezzi dei fornitori, evidenziando il prevalere delle intenzioni di ritocco verso il basso anche dei listini dei prezzi di vendita. A ottobre, il saldo destagionalizzato relativo all’andamento corrente degli affari registra “un netto peggioramento”, portandosi da -8 a -15. Segnali favorevoli provengono, invece, sia dal lato dei giudizi sui prezzi dei fornitori, sia da quello delle scorte. Il saldo destagionalizzato della prima variabile, confermando la percezione già colta dagli intervistati il mese scorso, continua a ridimensionarsi (a 18 dal 22 di settembre), mentre quello relativo alla seconda (che peraltro non risulta affetto da stagionalità) torna a scendere, portandosi da 14 (settembre) a 9. Per quanto riguarda le previsioni per i prossimi mesi, le imprese intervistate dall’Isae tornano ad essere pessimiste per quel che concerne le attese a breve termine sull’occupazione e sul volume delle vendite. Considerato al netto della componente stagionale, il saldo relativo alla prima varibile perde da 8 (settembre) a 3, mentre quello relativo alla seconda, tornando al valore del luglio scorso, scende da 7 a 1. Sulle aspettative relative al volume futuro degli ordini, invece, il saldo destagionalizzato recupera da -9 a -5. Sul fronte dei prezzi di vendita, infine, “il saldo grezzo della variabile si ridimensiona, rimbalzando, dopo l’aumento registrato il mese scorso, al valore di agosto”'.