Estate in frenata anche per il settore nautico
Per il turismo nautico l’estate 2004, così come per il
turismo in generale, ha segnato un
rallentamento rispetto all’anno scorso, determinato sia
dalla crisi dei consumi delle famiglie italiane, sia dagli spazi portuali ormai
insufficienti: lo ha detto a Genova Bernabò Bocca, presidente di Confturismo e
di Federalberghi, nell’ambito di un convegno di Sviluppo Italia che si è tenuto
nel contesto del Salone Nautico.
Per ridare slancio e competitività a questo segmento,
secondo Bocca, occorre creare “approdi sempre più dotati di strutture di
servizi all’avanguardia e ad impatto ambientale
contenuto, con l’impegno a premiare non la quantità fine a
se stessa ma il professionismo imprenditoriale, con la progettazione di azioni
e soluzioni che facciano dialogare il più possibile il turismo nautico e quello
costiero, a tradizionale vocazione balneare”.
“Il sistema turistico nazionale, però - ha aggiunto - sta
patendo una perdita di competitività complessiva, per uscire dalla quale
occorrono interventi fiscali e politici”. Sul fronte delle misure di carattere
politico, secondo Bocca il settore “ha bisogno di una cabina di regia centrale
e un eventuale referendum indetto per la ricostituzione di un
Ministero per le Politiche del Turismo riteniamo
otterrebbe risultati plebiscitari”. Sul fronte fiscale, invece, Bocca ritiene
che per il momento non si possa giudicare la
Finanziaria, ma bisogna attendere di “conoscere il
collegato sulla competitività e di prendere visione di quelli che saranno gli
interventi a favore del settore”.
Insomma, ha concluso il presidente di Confturismo, “il
turismo per ripartire e consolidare il suo peso economico, pari al 12% del Pil
con 2 milioni di occupati e quasi 30 miliardi di
euro di spese turistiche degli stranieri, ha bisogno di un
adeguamento dell’Iva ai livelli dei Paesi nostri concorrenti (Francia al 5,5% e
Spagna al 7% solo nell’alberghiero rispetto al 10% dell' Italia), di un
ripensamento degli insopportabili aggravi dei canoni demaniali e delle tasse
sui biglietti aerei, di un maggior investimento su comparti ad alto potenziale
come il turismo congressuale per il quale va resa detraibile l’Iva e
della defiscalizzazione dell’innovazione tecnologica in ogni sua forma”.