Ennesima
giornata di passione per il salvataggio di Alitalia. L’appuntamento più
importante è fissato per le ore 18, con una nuova riunione tra l’azienda e le
diverse sigle e componenti sindacali. Un incontro che dovrebbe aprire, almeno
negli auspici, la fase finale della trattativaper raggiungere un accordo con i
sindacati sul piano industriale
che deve
salvare la compagnia. Prima della riunione, nella sede dell’Alitalia alla
Magliana ci sarà in mattinata all’aeroporto di Fiumicino un’assemblea delle
sigle sindacali dei piloti. Un insieme di cose che fa pensare alla possibilità
di chiudere la trattativa con i piloti, che dovrebbero essere riusciti a
trovare una mediazione tra le loro istanze e gli aumenti di produttività
chiesti dal piano di salvataggio preparato da Giancarlo Cimoli. Se, come sembra
probabile, si sbloccherà la situazione sul fronte dei piloti, potrebbe essere
più facile affrontare la vertenza degli assistenti di volo, che già hanno fatto
passi avanti. Per i circa 1.500 esuberi fra piloti e assistenti di volo si sta
preparando un decreto con un “Fondo aggiuntivo” per gli ammortizzatori sociali
che con cassa integrazione, mobilità breve e contratti di solidarietà andrebbe
a sostenere l’accordo su produttività e limiti di
impiego.
Resta aperto il confronto con la terza componente dei dipendenti Alitalia, il
personale di terra, che a sua volta potrebbe trovare un’accelerazione dopo il
vertice previsto per domani fra i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. Per i
3.500 esuberi che riguardano la categoria, la garanzia di restare in una
società pubblica come Fintecna (che avrebbe la maggioranza in una societaà con
Alitalia) potrebbe essere un’alternativa accettabile alla condizione posta
sinora dai sindacati di trasferire i dipendenti solo in una società dove la
compagnia avesse la maggioranza.
Se non
sorgeranno intoppi le trattative per l’accordo sul piano industriale che punta
a salvare la compagnia - senza intesa non ci sarà il prestito di 400 milioni di
euro
indispensabile
per evitare il fallimento - potrebbero puntare verso la conclusione nella
seconda metà della settimana, sforando anche se di poco la data del 15
settembre che era stata fissata come limite. L’obiettivo di Cimoli è comunque
quello di raggiungere un accordo in tempo per poterlo presentare alla riunione
del consiglio di amministrazione fissata per lunedì 20. In questa fase delle
trattative non sembra profilarsi un intervento diretto del Governo, a meno che
Palazzo Chigi non venga scelto come sede per la firma finale dell’accordo.