Alitalia: segnali positivi sulla trattativa
L’annosa vicenda dell’Alitalia
sembra essere arrivata ad una stretta decisiva. Infatti, dopo il vertice delle
sigle di categoria con i segretari di Cgil, Cisl e Uil e le assemblee del
personale di volo a Fiumicino, l’accordo per il rinnovo contrattuale dei piloti
sembra essere vicino alla chiusura. Sei sigle hanno presentato all'azienda una
proposta unitaria sui limiti di impiego. Il documento - siglato da Cgil, Cisl,
Uil, Anpac, Ugl e, dall'Up - recepisce la normativa Lufthansa che riduce la
quota fissa della busta paga e fissa un tetto massimo di 13,5-14 ore di lavoro
(servizio e volo) per un massimo di 4.200 miglia con due soli piloti. Ancora
nodi da sciogliere per quel che riguarda assistenti di volo e personale di
terra, anche se sembrano esserci dei segnali di apertura. Ma è sul fronte del
piano industriale, la cui scadenza è fissata per domani, che rimangono aperte
un paio di questioni cruciali per i sindacati. Prima c’è la divisione di
Alitalia in Az Fly e Az Service sotto il controllo di una holding. Poi viene la
destinazione dei cinquemila esuberi (1500 fra piloti ed assistenti di volo,
3500 fra il personale di terra) con l’attivazione degli ammortizzatori sociali.
“Per l’azienda –ha sottolineato la Uilt - bisogna trovare un assetto societario
senza figli e figliastri. E questa operazione non può essere definita solo da
governo e azienda”. Novità positive arrivano per l’eventuale trasferimento
degli esuberi nel pubblico impiego peraltro osteggiato dal ministro del Welfare
Roberto Maroni e considerato con prudenza dal sindaco di Roma Walter Veltroni e
dal governatore del Lazio Francesco Storace. La Commissione Europea ha fatto
sapere che questa ipotesi non sarebbe considerata un aiuto di Stato a
condizione che l’azienda paghi i costi relativi al licenziamento inclusa la
liquidazione. In ogni caso, la giornata di ieri è stata considerata positiva
dagli ambienti finanziari con il titolo Alitalia che ha fatto segnare un forte
recupero in borsa (+7,2%).