Billè: “la finanziaria è l’ultima occasione per il
governo”
“Il governo si sta davvero giocando davanti al paese
l’ultima fiche di credibilità di cui ancora dispone per realizzare il rilancio
di un’economia che è ferma, ingessata e, per alcune parti addirittura in caduta
libera da più di tre anni”. Questo il commento del presidente di Confcommercio Sergio Billè, dopo l’incontro tra governo e parti sociali sulla
Finanziaria. Billè, a Cagliari per il meeting dei direttori di Ascom e
Federazioni di Confcommercio, ha sottolineato che “quello che il ministro
Siniscalco ha esposto alle parti sociali è sicuramente un buon metodo ma il
nostro giudizio è sospeso fino a quando, in concreto, non ci verrà spiegato
come, e soprattutto, facendo leva su quali risorse intendono attuare
l’ambizioso piano”. Il presidente di Confcommercio, si è detto preoccupato per
la parte relativa alla riduzione della pressione fiscale rinviata, per ora, in
un collegato del disegno di legge: “il rinvio ad un per ora solo ipotetico
collegato, raddoppia, anzi triplica, i nostri timori su quelle che potranno
essere le reali finalità e conseguenze di questa manovra”. “Figuriamoci se non
siamo d’accordo su una politica che finalmente sia decisa, da un lato, ad usare
la scure nei confronti della spesa pubblica improduttiva e, dall’altro a
mettere finalmente sotto registro la finanza pubblica oggi alla sbando”. “Fino
a quando non ci verrà dimostrato come e sulle spalle di chi questo piano potrà
essere attuato - ha ribadito il leader della Confcommercio - è
evidente che noi resteremo con le orecchie tese e gli occhi ben aperti. Il
ministro Siniscalco, insomma, ci deve dimostrare con cifre, numeri e dettagli
come intende risolvere il non certo facile teorema che dovrebbe portare al
recupero di 24 miliardi di euro”. Billè ha avvertito che “qualora alla fine
risultasse che questi 24 miliardi vengono prelevati, in un modo o nell’altro,
dalle tasche degli italiani, i faremo di tutto per far abortire il progetto”.
La Confcommercio vorrebbe maggiori indicazioni su quanto e
come ministeri ed enti locali riusciranno davvero a comprimere i loro costi.
“Tra l’altro - ha aggiunto Billè - non è affatto chiaro se e come il governo
riesca ad adottare una politica che produca un reale controllo delle tariffe e
dei costi dei servizi di base”. Secondo il presidente “la riduzione della
pressione fiscale deve tornare ad essere uno degli obiettivi primari di questa
manovra. Non vorremo infatti che la ventilata riduzione dell’Irpef si
risolvesse in una semplice partita di giro perché, mentre si riduce la
pressione fiscale, si sblocca contemporaneamente tutta la fascia delle imposte
addizionali che sono di competenza delle amministrazioni locali”. Lo stesso
destino non viene auspicato per l’Irap, la cui ventilata riduzione potrebbe
ridursi, come ha detto Billè, “ad una misura simbolica sulla ricerca, e cioè a
vantaggio dei soliti noti”. E
sempre in materia di tasse, è
stata richiesta la massima chiarezza del governo. “Il governo non pensi che a finanziare questa manovra - ha concluso Billè - possano essere quei quattro milioni di contribuenti che hanno sottoscritto un patto con il fisco attraverso gli studi di settore. Si tratterebbe di un autogol clamoroso che potrebbe di fatto annullare i risultati di un esperimento che ha portato alla congruità del 75% dei versamenti”.