Confcommercio sulla
finanziaria: “una manovra che pesa solo sul terziario”
Il Consiglio Generale di
Confcommercio, in rappresentanza delle oltre 780 mila imprese del commercio,
del turismo, dei servizi e dei trasporti, si è riunito oggi approvando un ordine
del giorno relativo ad un primo esame urgente dei contenuti del disegno di
legge finanziaria per il 2005. “L’obiettivo principale di questa legge
finanziaria – secondo Confcommercio - sembra essere quello di assicurare le
maggiori entrate oggi necessarie per il risanamento dei conti pubblici
attraverso un sostanziale inasprimento della pressione fiscale sulle piccole e
medie imprese e sul lavoro autonomo e il contemporaneo “sblocco” di quasi tutte
le addizionali di imposta di competenza delle Regioni e degli enti locali”. “Se
così fosse – si legge nella nota - una simile manovra sarebbe non solo in
palese contrasto con una politica di rilancio di un’economia ormai ferma da tre
anni, ma anche, di fatto, una clamorosa smentita di quel “contratto” con gli italiani
che, per il rilancio del mercato, considerava essenziale e primaria una
generalizzata riduzione della pressione fiscale”. “Per questi motivi – conclude il Consiglio di Confcommercio
– si ritiene necessario che questi aspetti della legge finanziaria vengano
sostanzialmente riesaminati, tenendo conto delle reali esigenze di una
situazione economica che oggi penalizza fortemente famiglie e imprese”.