Anche il Senato vota la fiducia al Berlusconi ter
Il terzo governo Berlusconi ha ottenuto la fiducia del Senato con 170 voti si, 117 no e nessun astenuto. Nel suo discorso a Palazzo madama, il premier ha ribadito che il governo intende ridurre il peso dell’Irap sulle aziende proseguendo anche sulla strada della riduzione delle tasse, soprattutto a favore dei ceti meno abbienti. Berlusconi ha poi detto che “non c’è nessun pericolo dall’eventuale approvazione delle riforme costituzionali anche in virtù dei passaggi alla Corte costituzionale e del referendum”. Per ciò che riguarda il problema dell’export cinese, il presidente del Consiglio ha riferito che “nelle prossime ore su iniziativa italiana la Commissione Europea completerà le prime misure difensive per tutelare venti categorie di prodotti tessili dall’anomala invasione di marchi cinesi”. Berlusconi ha poi parlato della Banca Centrale europea, colpevole secondo il premier di una “politica distruttiva per la capacità competitiva di tutte le aziende europee. La Bce lavora sull’inflazione ma non si impegna nel mantenere più bassa la valorizzazione della nostra moneta”. Sui conti pubblici il premier ha assicurato che nel governo non c’è nessun allarme. Parlando del sistema elettorale Berlusconi ha sottolineato che “se vogliamo conservare il maggioritario, non possiamo andare avanti con questo ibrido. Questo è un sistema che in parte è proporzionale, per cui ogni partito accentua la propria differenza, e in parte chiede agli elettori di votarci tutti insieme. Bisogna cambiare la legge: se deve essere proporzionale, che sia proporzionale in modo integrale. Ma ricordiamoci che con la legge proporzionale l’Italia ha avuto un lunghissimo periodo di instabilità”. “Mi piacerebbe concludere la mia avventura nella storia politica del Paese – ha terminato Berlusconi - lasciando un sistema con una casa dei moderati ed una casa della sinistra che si confrontino e garantiscano al Paese benessere, giustizia e libertà”.