La Commissione Europea aprirà
giovedì prossimo un’inchiesta sull’aumento “drammatico” delle importazioni
tessili dalla Cina in questo primo scorcio di 2005. E il commissario europeo al
Commercio, Peter Mandelson ha avvertito i cinesi che potranno essere prese
misure concrete, comprese restrizioni all’importazione, se la stessa Pechino
non vigilerà per impedire che siano rovesciati sui mercati europei prodotti a
prezzi eccessivamente bassi. “Se i fatti lo imporranno, io ricorrerò alle
clausole di salvaguardia” ha dichiarato il commissario, ammonendo la Cina a non
sottovalutare la “preoccupazione in alcuni settori europei delle importazioni
di tessili e di capi di abbigliamento”. Il governo cinese, già contattato a più
riprese dalla Commissione Europea, si era impegnato a mettere in atto misure di
controllo, per evitare il “dumping”. Ma i
risultati sono stati finora
risibili. L’inchiesta europea riguarderà in particolare nove categorie di
prodotti tessili, tra i quali le magliette, i golf, i cappotti da donna. Le
soglie europee di allarme sono state superate comunque già in questi primi quattro mesi per tutte e nove le categorie. “Ci sono ragioni di preoccuparsi”, ha commentato Mandelson. I dati forniti dalla Commissione parlano di rialzi delle importazioni tessili dalla Cina nel 2005 oscillanti dal 51% al 534%, a seconda del prodotto. Cifre che giustificano l’apertura di un’inchiesta: per la Ue, infatti, questo passo è ammesso quando le importazioni da un paese hanno tassi d’aumento tra il 10 e il 100% rispetto all’anno precedente. E nei primi tre mesi dell’anno, è stato importato dalla Cina il 164% in più per le magliette, innescando un ribasso dei prezzi del 26% nell’Unione europea. Le industrie tessili italiane e francesi sono tra le più minacciate, secondo i dati della Ue. E’ possibile che l’invasione cinese costi tra il 7 e il 10% dei posti di lavoro nel settore ogni anno.
Da parte sua, la Cina ha
avvertito che le relazioni commerciali con l’Europa potrebbero essere pregiudicate se la Ue adottasse
misure per limitare le esportazioni di prodotti tessili cinesi. “Speriamo che
la Ue sia cosciente dell’impatto negativo che avrebbe questa decisione”, ha
dichiarato il portavoce del Ministero del Commercio, Chong Quan.