Cina: via libera all’inchiesta su nove prodotti
La Commissione europea ha dato via libera all’apertura di un’inchiesta su nove categorie
del tessile-abbigliamento della Cina, primo passo per l’eventuale applicazione delle clausole di salvaguardie europee e lo stop temporaneo all’import di tali prodotti.
Lo ha reso noto la portavoce del commissario europeo al commercio, Peter Mandelson.
La decisione sarà pubblicata oggi sulla Gazzetta ufficiale Ue. Per ora è stata adottata la linea prudenziale voluta da Bruxelles: due mesi di procedura informale entro i quali
Pechino avrà l’opportunità di porre un limite alle proprie esportazioni. Dopodicé l’Unione Europea potrà aprire l’inchiesta formale, della durata massima di tre mesi.
Italia, Francia, e da ieri anche Spagna e Grecia, hanno chiesto ufficialmente l’adozione di una procedura urgente, che consentirebbe di saltare la fase dei due mesi iniziali. Per questo, il vice presidente del Consiglio, Gianfranco Fini, concorda a metà con la
decisione della Commissione: “è certamente un importante passo avanti ma non è ancora sufficiente a scongiurare l’allarme”. Anche perché il Governo italiano ha chiesto
di aprire analoga procedura su altri 11 prodotti tessili.
Il commissario Ue al Commercio estero, Peter Mandelson, ha invocato ancora una volta prudenza: “occorre valutare appieno anche gli effetti negativi per chi ha delocalizzato le produzioni in Cina. Spero che chi rappresenta gli interessi industriali si ricordi che c’è
più di un interesse europeo su questo dossier”.
Poiché la situazione è gravida di rischi, il Wto ha già provato a vestire i panni del mediatore, invitando al negoziato sia Bruxelles che Pechino: “se c’è un modo
di risolvere questa disputa, troviamolo”, ha detto il portavoce Keith Rockwell.