Costo
del lavoro: Maroni vuole
i soldi del taglio alle tasse
Per la riduzione del costo del lavoro bisognerebbe puntare ad utilizzare i 12 miliardi di euro previsti al momento per l’ultimo modulo della riforma fiscale. Lo chiede il ministro del Welfare, Roberto Maroni, secondo il quale la cosa più utile sarebbe utilizzare queste risorse per tagliare l’Irap. In proposito, il ministro intende chiedere al Governo di inserire tale proposta nel prossimo Dpef.
La proposta è arrivata al termine del primo confronto con
le parti sociali tenutosi al Ministero del Welfare, dal quale è emersa
l’intenzione del ministro di arrivare ad un accordo entro fine maggio. Altri
fattori su cui agire sono, secondo Maroni, l’armonizzazione delle aliquote contributive e la revisione della struttura
tariffaria dell’Inail.
Negative le prime valutazioni dei sindacati. Per il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, “non si capisce bene l’intento. Fare una discussione sulle politiche economiche e fiscali del Governo e parlare anche del costo del lavoro è un conto. Se invece si vuol fare solo un intervento, senza tener conto delle risorse della finanza
pubblica, delle priorità, e delle politiche fiscali, per noi non è interessante”.
Di riunione “estremamente interlocutoria, usata dal ministro solo per raccogliere le nostre posizioni” ha parlato il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, per il quale “il metodo è sbagliato: si fa in un altro modo, bisogna trovare un altro metodo. Siamo disponibili a fare un ragionamento sul costo del lavoro, ma c’è anche una
questione di tutela del reddito, e bisogna considerare come si utilizzano le risorse per la riduzione fiscale”.