Eurozona: l’economia rallenta
Secondo le previsioni economiche di primavera pubblicate dalla Commissione Ue, il rallentamento delle attività economiche nella seconda metà del 2005, produrrà una contrazione della crescita dell’area euro che sarà dell’1,6% nel 2005 (contro il 2,0% previsto ad ottobre) e del 2,1% nel 2006 (contro il 2,2% previsto ad ottobre). La revisione al ribasso delle previsioni economiche, è dovuta soprattutto “ai crescenti prezzi del petrolio e alla forza dell’Euro che hanno rallentato la crescita economica nell’area euro nella seconda metà del 2004 e che si trascinano dietro i loro effetti anche sull’inizio del 2005”. “Le previsioni per il 2005 e il 2006 - si legge nelle previsioni - si basano su una domanda interna maggiore e, soprattutto, su un’accelerazione sostenuta degli investimenti”. Bruxelles ha indicato anche una serie di rischi che potrebbero avere effetti ulteriormente negativi sul ciclo di crescita, ed in particolare “nuovi picchi del prezzo del petrolio, aggiustamenti non ordinati dei tassi di cambio e un ulteriore calo della fiducia dei consumatori, che, se confermata, potrebbe pesare sulla crescita dei consumi e frenare i piani di investimento”. Sono cinque i paesi che nel 2005 supereranno o faranno registrare una tendenza al superamento della soglia del 3% nel rapporto deficit/Pil, secondo le previsioni economiche di primavera pubblicate oggi da Bruxelles. Si tratta di Germania (3,3%), Francia (3,0%), Italia (3,6%), Grecia (4,5%) e Portogallo (4,9%). L’Olanda, che nel 2003 era al 3,2%, farà invece segnare il 2,0% nel 2005. Nel 2006 il deficit italiano è visto dalla Commissione al 4,6% del Pil, quello tedesco al 2,8%, quello francese al 3,4%, quello greco al 4,4%, quello portoghese al 4,7%. L’Olanda migliorerà ancora e scenderà all’1,6%. “Dei sei paesi con deficit elevati nel 2004 (al 2,5% del Pil o oltre) quattro, ossia Germania, Grecia, Francia e Olanda dovrebbero ridurre significativamente il proprio deficit, più in particolare di almeno metà di un punto percentuale, anche se questo riflette l’impatto di misure una tantum nel caso della Francia e, in misura minore della Germania”. “Nel 2006 sulla base delle politiche attuali, solo la Germania farebbe registrare un deficit inferiore al 3%, mentre il deficit di stabilizzerebbe in Grecia e aumenterebbe in Francia. Al contrario, l’Olanda vedrebbe scendere il proprio deficit intorno al 2,0% del Pil nel 2005, come conseguenza della decisa azione correttiva del governo”. Secondo la Commissione europea, gli altri due paesi dal deficit elevato, Italia e Portogallo, si sono basati in maniera significativa negli ultimi anni su misure una tantum. I loro deficit, in assenza di misure ulteriori, dovrebbero superare la soglia del 4,5% del Pil entro il 2006, riflettendo una minore dipendenza dalle misure una tantum”.