Secondo l’Istat, a novembre la
bilancia commerciale italiana ha segnato un deficit verso i paesi extra Ue di
822 milioni di euro a fronte di un surplus di 167 milioni registrato a novembre
del 2004. Le esportazioni sono aumentate dell'8%,mentre le importazioni sono
cresciute del 17,7% (è da febbraio 2005 che ormai le importazioni crescono più
delle esportazioni). Rispetto a ottobre 2005, invece, al netto della
stagionalità, le esportazioni sono aumentate del 5,3% mentre le importazioni
del 2,6%. Nei primi undici mesi del 2005, il saldo è stato negativo per 8.422
milioni di euro a fronte di un disavanzo di 202 milioni nello stesso periodo
del 2004. L’Istat specifica che è il dato peggiore da almeno il 1993. Le
esportazioni sono aumentate del 7,3% e le importazioni del 15,2%, rispetto ai
primi undici mesi del 2004. saldo con i Paesi extraeuropei è
stato spinto al ribasso
soprattutto dalle importazioni di
prodotti energetici. Il peso di petrolio greggio e gas naturale è stato
infatti, negli ultimi mesi del 2005, pari al 29,4% del totale delle importazioni, in aumento
rispetto al 24,3% dello stesso periodo
del 2004. Per i minerali energetici, il saldo è stato quindi negativi per
34.968 milioni di euro rispetto ad un deficit di 25.136 milioni di euro del
periodo gennaio-novembre dello scorso
anno. Il peggioramento del deficit è stato quindi pari a 9.832 milioni di euro,
contro un peggioramento del saldo complessivo della bilancia commerciale di
8.220 milioni di euro. Al netto dei minerali energetici, spiegano ancora i
tecnici la bilancia diventerebbe quindi positiva, con un attivo pari a 1.612
milioni. Il peso del petrolio e del gas naturale è evidente anche analizzando
gli scambi per aree geografiche. Negli undici mesi, infatti, le importazioni
sono aumentate di oltre il 20% dalla Russia e del 40% dai Paesi Opec. Con la
prima il saldo è stato negativo di circa 5 miliardi di euro, mentre con il
cartello dei paesi produttori di petrolio, il disavanzo è stato di oltre 13,5
miliardi.