Finanziaria: maggioranza divisa su pornotax e Tfr
In vista della presentazione del maxiemendamento del Governo alla finanziaria, c’è accordo all’interno della maggioranza sul tetto di reddito da porre al bonus bebè, ma ci sono “crepe” sulla pornotax e la destinazione delle risorse del Tfr sui quali il confronto, nei prossimi giorni potrebbe rivelarsi abbastanza acceso. La nuova proposta, sulla quale il Governo porrà con ogni probabilità la questione del voto di fiducia, dovrebbe arrivare in Parlamento già martedì prossimo (dopo un probabile Consiglio dei Ministri). La fiducia potrebbe quindi essere votata già nella giornata di mercoledì: a quel punto, la finanziaria andrà alla terza lettura da parte del Senato che, salvo sorprese dell’ultima ora, dovrebbe essere quella definitiva. Oggi, intanto, è prevista una riunione di maggioranza: all’ordine del giorno, diverse questioni tra cui appunto la sopravvivenza o meno della pornotax in finanziaria. La nuova imposta sul porno non piace infatti al ministro dell’Economia Giulio Tremonti che vorrebbe cancellarla dal testo della finanziaria, approvata mercoledì scorso dalla Commissione Bilancio e da oggi all'esame dell'Aula di Montecitorio. Il Tesoro ha infatti ribadito la sua contrarietà a qualsiasi aumento di imposte e il viceministro Giuseppe Vegas ha lasciato intendere che la pornotax potrebbe incappare peraltro nel giudizio negativo di Bruxelles. Anche la Lega non vedrebbe favorevolmente la nuova iniziativa, 'sponsorizzata' invece da An e dal relatore di maggioranza Daniela Santanchè e che avrebbe anche l'appoggio dei centristi. Sulle risorse del Tfr, dopo che il rinvio della riforma della previdenza complementare le ha rese 'disponibili', la Lega punta i piedi per destinarle al sociale, spalleggiata anche da An. Tremonti, però, non avrebbe mostrato alcun tentennamento: devono andare a ridurre il deficit. Gli altri nodi sul tappeto riguardano inoltre il concordato preventivo per gli enti locali, inserito in Commissione e che e' a rischio viste le perplessita' di Tremonti e di parte della maggioranza, e la riforma del sistema previdenziale agricolo. Per il bonus bebe', l'orientamento è quello di mettere un tetto di reddito di 40-50 mila Euro: anche il Carroccio avrebbe alla fine concordato su tale opportunita' ma ad una condizione, e cioe' che non vengano allungati i tempi per percepire l'assegno di 1.000 Euro. Il condono agricolo interessa invece i datori di lavoro e gli autonomi che devono pagare contributi fino alla data del 31 ottobre 2005: potranno mettersi in regola nei prossimi sei mesi, senza pagare gli interessi di mora. Le misure che non sono state inserite in finanziaria dalla Commissione e che potrebbero 'saltare' se dovesse passare la linea di Tremonti sulle risorse del Tfr, riguardano le donne cosiddetti 'silenti', cioe' circa 800 mila contribuenti che hanno versato i contributi ma che hanno smesso di lavorare prima di arrivare al limite per percepire la pensione e gli infortunati sul lavoro che si vedrebbero migliorata la propria rendita. E proprio la categoria, ha gia' fatto sapere l'Anmil (l'associazione dei mutilati ed invalidi sul lavoro), ha in programma una protesta per martedi' prossimo qualora il Governo si mostrasse ancora sordo alle sue richieste.