E’ stato “solo dell’11%” e non del 19,3% il calo in quantità delle vendite di sigarette nel mese di gennaio. Con questo dato la Federazione Italiana Tabaccai smentisce “nel modo più assoluto l’attendibilità dei dati di caduta dei consumi di tabacchi forniti dalla pochissimo rappresentativa Assotabaccai (700 soci su 58.000 tabaccherie esistenti)”.
Le vendite, spiega una nota della Fit, sono passate da 7 milioni 680mila chilogrammi del 2004 a 6 milioni 800mila del 2005 e l’aggio “percepito complessivamente dalla categoria, considerati gli aumenti di tariffa, è salito da 109,1 a 110,3 milioni di
euro”. Eventuali richieste di aumento della percentuale di aggio, prosegue la Fit, “potranno essere considerate, avanzate e prese sul serio solo se l’attuale tendenza ad un aumento quasi corrispondente al tasso di svalutazione dovesse modificarsi in peggio, mentre gli esperti del settore sono convinti in un recupero dei consumi una volta superate le attuali criticità climatiche”.
La Fit aggiunge infine che “nessun calo, ovviamente, si è verificato per l'Erario”.