Acciaierie Terni, Confcommercio Umbria: “forte preoccupazione”
“Siamo fortemente preoccupati per la piega che sta assumendo la vertenza ThyssenKrupp Ast di Terni. Non solo per i risvolti occupazionali e per la crisi del modello di sviluppo ternano: due elementi che già di per sé basterebbero per mobilitare attenzione e solidarietà ai lavoratori. Siamo convinti che dentro questa crisi ci sia un
percorso ancora più minaccioso, che deve destare l’attenzione dell’intera società civile”. Lo ha detto il presidente di Confcommercio Umbria, Antonio Giorgetti, soffermandosi sulla situazione a Terni, dove nuove forme di protesta e lotta sono state messe in opera dai lavoratori, in difesa del loro posto e per lo sviluppo dell’economia del territorio.
“Il modo in cui viene gestita la crisi dalla multinazionale tedesca è improntato ad una forte discontinuità rispetto al sistema di relazioni tra imprese, istituzioni, sindacati, che ha garantito - ha aggiunto Giorgetti - la gestione dei conflitti e delle trasformazioni in una dimensione di pace e coesione sociale. La ThyssenKrupp rompe brutalmente questo metodo, delegittimando chiaramente le organizzazioni sindacali e le istituzioni locali, approfittando anche di un intervento del Governo centrale che i sindacati valutano troppo defilato e soft. E lo rompe pur avendo i bilanci del gruppo in ottimo stato e una
buona produttività degli stabilimenti ternani. L’unica ragione sembra essere quella di poter ottenere un profitto maggiore delocalizzando gli impianti. “Il problema che la vertenza ThyssenKrupp Ast pone all’intera società civile nazionale - ha concluso Giorgetti - sembra superato nella coscienza civile e giuridica del Paese e sancito dal dettato costituzionale che attribuisce all’impresa precise funzioni sociali, con ciò esaltandone il ruolo e contemporaneamente chiedendo all’impresa comportamenti coerenti con questo ruolo di responsabilità”.