Buoni pasto: lettera al Governo dall’Ascom Torino
Rappresentano un giro d’affari di oltre 1 miliardo e 400 milioni di euro, ma i commercianti lamentano che per loro le commissioni sono diventate insostenibili. Il presidente dell’Ascom Torino, Giuseppe Bracco, lancia l’allarme 'buoni pasto' e scrive ai ministri dell’Economia e delle Attività produttive, Siniscalco e Marzano: “intervenga il Governo”.
La presa di posizione è giunta dopo una riunione del settore alimentare dell’Ascom. Da alcuni mesi bar e ristoranti torinesi sono in rivolta. “Le aziende pubbliche e private - scrive Bracco - ricorrono ormai in modo diffuso alle gare al massimo ribasso per appaltare il servizio dei buoni pasto alla ditta che li emette. Questo ha portato a pesanti distorsioni con società che per aggiudicarsi l’appalto offrono sconti, rispetto al valore nominale del buono, ormai mediamente nell’ordine del 16%, scaricando sulle imprese commerciali commissioni giunte anche fino al 12%”. Bracco sostiene che i commercianti, non potendo esercitare alcuna contrattazione reale sul livello delle commissioni, “si trovano a dover intervenire o riducendo la qualità del servizio o incrementando i costi con due alternative: far introdurre commissioni per i clienti che pagano con i buoni pasto o, più probabilmente, ritoccando i prezzi''.
“E’ necessario - conclude Bracco - un intervento del Governo che introduca alcune regole sull’aggiudicazione delle gare, sulle garanzie di moralità e solidità finanziaria di chi emette i buoni pasto, su un sistema di controllo, su come assicurare in tutta la filiera il valore dei buoni”.