Secondo Confcommercio Firenze, il 50% dei ristoranti tra capoluogo e provincia è in crisi. A lanciare l’allarme sono stati il presidente Ascom Giovanni Biagiotti e il vicepresidente Aldo Cursano, che hanno sottolineato come “per sopravvivere molti operatori sono costretti ormai a rivolgersi ai consorzi Fidi e solo nel 2004 le domande sono cresciute del 300%”. Confcommercio, a cui fanno capo 1500 ristoranti, sottolinea che l’anno scorso il settore ha registrato un calo delle presenze del 3% e una diminuzione media della redditività del 10% con punte del 20-25%. Tra le cause “conclamate”, l’abbassamento dei flussi turistici, la contrazione generalizzata dei consumi, i prezzi, ma anche la forte concorrenza di bar, tavole calde, circoli e agriturismi. “Non c’è più pane per tutti - ha detto Cursano - oggi è in discussione il modello stesso della ristorazione. Servono iniziative forti e investimenti per rilanciare l’identità e l’immagine della nostra cucina e il valore aggiunto del nostro saper fare”. La Confcommercio fiorentina ha deciso di promuovere, insieme alla Fipe, la “Settimana
dell’autentica cucina fiorentina” in programma dal 28 febbraio al 6 marzo. La manifestazione, giunta alla sua terza edizione, è riservata a 26 ristoranti in possesso della certificazione di “Ristorante tipico” e, quest’anno sarà collegata alle iniziative organizzate dalla Connfcommercio nazionale che sessant’anni fa, proprio a Firenze, venne ricostituita. Ai clienti sarà offerta la possibilità di degustare a prezzi promozionali un apposito menù, selezionati tra 100 piatti della tradizione fiorentina e sarà offerta una
speciale pergamena con la spiegazione delle ricette assaggiate. Ogni ricetta è garantita nella sua tipicità da uno speciale e rigido disciplinare redatto dall’associazione. La manifestazione sarà presentata ufficialmente alla presenza delle autorità locale e del presidente nazionale di Confcommercio Sergio Billè. “Questa iniziativa - ha concluso Cursano - rappresenta una marcia in più per i nostri ristoranti ed una sicura garanzia per i clienti, che si lega all’identità del nostro territorio. La nostra vera risorsa contro una globalizzazione sempre più sfrenata”.