Da Federabbigliamento un
referendum sui saldi
I commercianti laziali sono
stati invitati a partecipare ad un referendum sui saldi voluto dal presidente
di Federabbigliamento-Confcommercio, Roberto Polidori. La
distribuzione del questionario è iniziata il 23 febbraio e attraverso le
organizzazioni provinciali verrà distribuito a tutti i commercianti del Lazio,
anche se non associati a Confcommercio. I risultati sono attesi entro il mese
di marzo e, secondo Polidori, che presiede anche il coordinamento regionale
dell’abbigliamento di Confcommercio, “serviranno ad offrire al
legislatore regionale l’opinione maggioritaria degli operatori su un argomento,
quello dei saldi, sul quale non c’è d’orientamento”. Il questionario per il
referendum è stato messo a punto nel corso di una riunione con i rappresentanti
di tutte le organizzazioni provinciali dell’abbigliamento di Concommercio, al
quale ha partecipato anche il presidente di Confcommercio di Roma
e del Lazio, Cesare Pambianchi. Cinque i quesiti sottoposti ai commercianti.
Il primo per chiarire se la maggioranza ritiene i saldi uno strumento adeguato
ad incrementare le vendite o meno. Il secondo tende a capire se i saldi
invernali ed estivi sono entrambi utili e, nel caso, in quale periodo e per
quante settimane è meglio farli. Le opzioni sono diverse, sia per quelli
invernali (dicembre o tutto gennaio) che per quelli estivi (coprire anche il
mese di agosto per non lasciare nulla di intentato con il turismo estivo
concentrato soprattutto sulle coste). Il referendum però va oltre l’ambito
regionale spingendosi a chiedere ai commercianti se ritengono opportuno
mantenere per i saldi la valenza regionale o stabilire calendari per più
regioni confinanti o, addirittura, nazionale per una indicazione al
legislatore. Gli ultimi due quesiti riguardano invece l'ambito comunale: se
abolire la raccomandata al comune per la richiesta di autorizzazione a fare i
saldi e se si è d’accordo su un inasprimento della sanzione pecuniaria
rapportato alle dimensioni aziendali e non, com’è attualmente, uguale per
tutti.