Secondo i dati diffusi da Unioncamere sulla base di Movimprese, la rilevazione trimestrale sul movimento demografico delle imprese condotta da InfoCamere, nel 2004 c’è stato un saldo positivo di novantamila imprese. In particolare sono 5.997.749 le imprese che, alla fine del 2004, risultano registrate presso il Registro delle Imprese gestito dalle Camere di Commercio italiane: 425.510 le imprese che hanno aperto i battenti, a fronte delle quali 335.145 hanno cessato di operare. Il saldo complessivo, il migliore degli ultimi sette anni, è risultato pertanto positivo per 90.365 unità, un terzo delle quali ha un titolare immigrato da Paesi non appartenenti all’Unione Europea. Il tasso di crescita annuale è stato pari all’1,53% del totale delle imprese registrate (il 2,17% se non si tiene conto del settore agricolo). Fallimenti stabili e meno liquidazioni rispetto al 2003. “Il tessuto imprenditoriale del Paese continua a rafforzare la sua trama - ha detto il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli - e conferma di avere voglia di competere e di svolgere un ruolo guida nel progresso sociale. Avere più società di capitali significa poter contare su imprese più forti, perché più organizzate e quindi potenzialmente più competitive. D'altro canto, i dati evidenziano come la crescita del lavoro autonomo sia legata in maniera sempre più significativa alle imprese costituite da imprenditori immigrati. L'impresa e' dunque un potente fattore di integrazione sociale, di dialogo tra le culture, oltre che di creazione di benessere a tutti i livelli”. “Questa iniezione di fiducia - ha detto il presidente di Unioncamere - non deve però far dimenticare che vanno migliorate alcune condizioni di sistema per consentire alle imprese di restare sul mercato in termini competitivi. Penso in particolare ad una pubblica amministrazione più semplice e capace di affiancare le imprese, ad un legame più stretto tra ricerca tecnologica e innovazione nei prodotti e nei processi aziendali, alla finanza di progetto per le infrastrutture, ad una rete veramente coesa e organizzata al servizio dell’internazionalizzazione e del turismo”. “Sono queste peraltro - ha concluso Carlo Sangalli – le proposte che l’Unioncamere ha avanzato in vista del varo del provvedimento sulla competitività”.