Secondo l’Istat, la bilancia commerciale italiana con i
paesi dell’Unione Europea ha registrato nel 2004 un deficit di 1.680 milioni di
euro, con un passivo di 393 milioni di euro rispetto ai 1.331 milioni
registrati nel 2003. E’ da dodici anni che la bilancia
commerciale non faceva registrare un segno meno: nel 1992 il passivo fu di
-6.546 milioni di euro. Dal 1992 in poi, la bilancia commerciale complessiva
era sempre stata positiva. Lo scorso anno le esportazioni italiane verso l’Ue
sono cresciute del 3,2%, mentre le importazioni hanno registrato un incremento
del 4,1%. Nel 2004 le esportazioni italiane sono cresciute soprattutto nei
confronti di Cipro (+38,1% sul 2003), Lussemburgo (+22,5%) e Finlandia (+5,9%).
Le flessioni più elevate, invece, hanno riguardato la Repubblica Ceca (-60,5%),
la Lituania (-24%) e Malta (-23,5%). Guardando ai singoli settori di attività
economica, le variazioni positive delle esportazioni si sono verificate lo
scorso anno per i metalli e i prodotti in metallo (+20,5%), per gli articoli in
gomma e materie plastiche (+5,7%) e per i mezzi di trasporto (-4,8%). Le
flessioni più accentuate hanno invece riguardato i prodotti del made in Italy,
con il cuoio e prodotti in cuoio che ha registrato una battuta d'arresto
dell’8% e i prodotti dell’industria tessile e dell’abbigliamento che sono scesi
del 4,4%. Dal lato delle importazioni, gli incrementi più elevati hanno
riguardato i metalli e i prodotti in metallo (+14,5%) ed i minerali non
energetici e minerali energetici (rispettivamente +12,4% e +11,6%). Nel solo
mese di dicembre le esportazioni verso i paesi Ue sono cresciute del 6,5% e le
importazioni del 7,7%: il saldo commerciale è così risultato negativo per 1.543
milioni di euro a fronte di un deficit di 1.298 milioni di euro registrato
nello stesso mese del 2003. Nel mese di dicembre si è registrato un aumento
delle esportazioni verso i principali partner commerciali ed in modo
significativo verso la Spagna (+10,7%), la Francia (+9,7%), la Germania (+5,2%)
ed il Regno Unito (+2,3%). Fra i settori di attività economica, infine,
emergono le “performance” negative in termini di esportazioni registrate dai
prodotti dell’agricoltura e della pesca (-16,4%) ed i prodotti petroliferi raffinati
(-11,1%).