Vendite al dettaglio, l’emorragia non si ferma
A dicembre il commercio al dettaglio ha segnato un calo dello 0,5% tendenziale rispetto allo stesso mese del 2003. Lo ha reso noto l’Istat, precisando che si è registrato un
calo dello 0,8% delle vendite non alimentari e un aumento dello 0,1% di quelle alimentari. Rispetto a novembre 2004, le vendite sono rimaste invariate (fermi gli
alimentari, -0,1% per i non alimentari).
La diminuzione tendenziale dello 0,5% sul totale delle vendite è il risultato – spiega l’Istat – dell’aumento dello 0,7% delle vendite nella grande distribuzione e della flessione dell’1,2% rilevata nelle imprese operanti su piccole superfici. Le imprese della grande distribuzione hanno registrato un aumento dello 0,5% per i prodotti alimentari e dell’1,4% per i prodotti non alimentari. Le imprese operanti su piccole superfici hanno segnato un calo dell’1,6% per i prodotti alimentari e una flessione dell'1,2% per i prodotti non alimentari.
Nella media del 2004 il valore del totale delle vendite è diminuito dello 0,4% rispetto all’anno precedente (è rimasto invariato il valore delle vendite dei prodotti alimentari mentre ha subito una flessione dello 0,7% quello delle vendite non alimentari). La dinamica è risultata più favorevole rispetto al 2003 per le imprese della grande distribuzione, sia per gli alimentari (+0,5% a fronte di una flessione dell’1,9% per le imprese operanti su piccole superfici) sia per i prodotti non alimentari (+2,5% rispetto al
-1,2% per le imprese operanti su piccole superfici). Le vendite della grande distribuzione sono aumentate dello 0,9% mentre quelle delle imprese più piccole sono diminuite
dell’1,3%.
Sempre nel 2004 hanno segnato performance positive soprattutto gli ipermercati (+3%) e gli hard
discount (+2,9%) e i grandi magazzini (+2,5%), mentre i supermercati hanno
segnato un -0,1%.