Per il ministro Siniscalco, i punti di riferimento nella messa a punto del decreto sulla competitività saranno la nuova agenda Lisbona e il patto di Stabilità. Questa al momento sembra essere l’unica cosa certa di un decreto che sta prendendo forma tra diverse difficoltà e soprattutto tra i “paletti” che i singoli ministri interessati sembrano porre sul cammino. Le linee guida tracciate da Siniscalco riguardano sviluppo e rafforzamento del mercato interno, maggiore apertura dei mercati, snellimento delle regole. E poi ampliamento delle infrastrutture europee, aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo e nuove tecnologie “ecocompatibili”. Ma anche rafforzamento della base industriale, aumento dell’occupazione e modernizzazione dei sistemi di protezione sociale, maggiore flessibilità nel mercato del lavoro e miglioramento del sistema scolastico. Intanto il ministro delle Attività Produttive, Antonio Marzano, è tornato a rilanciare l’ipotesi della rottamazione per auto ed elettrodomestici. Il ministro del Welfare Roberto Maroni al termine del faccia a faccia con Siniscalco, che ha dato il via agli incontri bilaterali sul provvedimento, ha annunciato che il decreto conterrà anche le norme sugli ammortizzatori sociali fra cui gli inventivi per l’assunzione di lavoratori in cassa integrazione, l’autoimprenditorialità e l’indennità di disoccupazione; resta fuori invece la modifica sull’articolo 18. Maroni ha aggiunto che è disponibile “l’80% della copertura finanziaria”. Intanto il tempo stringe. Industriali e sindacati pressano il governo, mentre resta da sciogliere il nodo delle risorse. Il ministro Gianni Alemanno (Politiche Agricole) ha rilanciato la proposta di ricorrere alle una tantum per irrobustire lo stanziamento previsto di 500 milioni di euro da inserire in un decreto veloce e non in un disegno di legge. “Serve rapidità – ha detto Alemanno - le imprese aspettano queste misure da gennaio: bisogna concludere al massimo entro la metà di febbraio. E bisogna essere spietati nel raccogliere le risorse inutilizzate negli enti e nei ministeri”. Nel frattempo, il vice-ministro dell’Economia Gianfranco Miccichè ha chiesto incentivi strategici per il Sud con l'obiettivo di aumentare la produttività mentre l’Udc ha promosso la bozza in dieci punti ma chiede il via libera al progetto “più dai meno versi”.