I commercianti si sentono meno sicuri nel quartiere in
cui operano rispetto alla popolazione che vive nel quartiere stesso. E’ il
principale risultato che balza agli occhi esaminando il sondaggio “Criminalità e sicurezza per gli esercizi
commerciali” realizzato dall’Istituto Piepoli e presentato in occasione del
convegno “Sicurezza
andiamo cercando”, organizzato a Bergamo dai Giovani Imprenditori di
Confcommercio.
La percentuale degli esercenti che dichiarano di sentirsi
sicuri è infatti pari al 65% contro l’86% della popolazione. Un dato,
quest’ultimo, che peraltro è in aumento rispetto al 2001, quando era fermo al
76%. Per quanto riguarda nello specifico la sensazione di protezione offerta
dalle forze dell’ordine, si nota lo stesso divario tra esercenti e popolazione:
57% contro 61%. Se da un lato ci si può sentire protetti, dall’altro persiste
il timore che gli esercizi pubblici siano oggetto di episodi di criminalità
(94% tra gli esercenti e 83% tra la popolazione). Effettivamente, nel 38% dei
casi gli esercenti si sono trovati a fronteggiare situazioni di violenza o
criminalità nel proprio esercizio. E nel 2004 oltre il 60% del campione (tanto
popolazione quanto esercenti) ha avuto l’impressione che gli episodi di
violenza e criminalità siano aumentati. Cresce
rispetto all’anno precedente anche la paura di essere oggetto di episodi di
violenza in strada o all’interno di qualche esercizio pubblico (59%), oppure,
per quanto riguarda gli esercenti, all’interno del proprio esercizio pubblico,
63%.
Quali sono i motivi
dell’aggravarsi di questi episodi di violenza e criminalità nei confronti degli
esercizi pubblici? I due campioni, sia quello della popolazione che degli
esercenti, indicano tre cause fondamentali: la crisi del potere d’acquisto e la
disoccupazione (intorno al 45%), la maggiore presenza di extracomunitari
clandestini o comunque non regolari e la facilità con cui i criminali escono di
prigione (27% in entrambi i casi).
La maggioranza degli
intervistati di entrambi i campioni è contraria al fatto che gli esercenti
possano dotarsi di armi da fuoco per difendersi meglio (sfavorevole il 60% dei
commercianti) e chiede semmai due altri tipi di interventi: più fermezza della
giustizia nel fare scontare le pene e più tutela delle forze dell’ordine, ma
anche più lavoro, per sconfiggere quella che è ritenuta una delle cause
principali della criminalità, la disoccupazione, in particolare quella
giovanile. Infine, sia l’esercente che il cittadino giudicano molto utile la
presenza di poliziotti e carabinieri di quartiere.