Vendite al dettaglio: ancora calma piatta
A novembre le vendite al dettaglio sono salite dello 0,2% rispetto al mese precedente, mentre sono scese dello 0,4% rispetto a novembre 2003. Lo ha reso noto l’Istat, precisando che la variazione congiunturale registrata è la prima positiva dopo quattro mesi consecutivi di calo.
Secondo le rilevazioni dell’Istituto di statistica, le vendite di alimentari sono calate dell’1% rispetto ad un anno prima, a fronte del -0,1% registrato da quelle non
alimentari. Complessivamente, nei primi undici mesi dell'anno, le vendite al dettaglio sono scese dello 0,4%.
Il calo tendenziale dello 0,4% è il risultato di flessioni sia nella grande distribuzione
(-0,4%), sia nelle imprese operanti su piccole superfici (-0,5%). Le imprese della
grande distribuzione hanno registrato, rispetto a novembre 2003, una diminuzione dello 0,9% per i prodotti alimentari ed un incremento del 2,1% per i prodotti non alimentari. Le imprese operanti su piccole superfici, invece, hanno segnato variazioni negative sia per i prodotti alimentari (-1,3%) sia per i prodotti non alimentari (-0,4%).
Per quanto riguarda le diverse forme di vendita della grande distribuzione, in novembre si sono registrati incrementi tendenziali per gli hard discount e gli ipermercati (rispettivamente +3,1% e +2,2%) e flessioni per i supermercati (-1,7%) e gli altri specializzati (-0,7%). Sul fronte della dimensione delle imprese, l’Istituto di statistica
sottolinea che le piccole imprese hanno registrato la variazione tendenziale peggiore sia in novembre (-2,5%) sia nei primi undici mesi dell’anno (-2,2%).
A livello settoriale, la diminuzione tendenziale che in novembre ha riguardato le vendite dei prodotti non alimentari è la risultante di flessioni in tutti i gruppi di prodotti, fatta
eccezione di quelli per la casa e dei prodotti farmaceutici. In novembre, infatti, l’aumento più consistente dei consumi si è rilevato nel gruppo dei prodotti farmaceutici (+1,6%), anche se hanno chiuso in attivo anche le due voci relative alla casa: +0,8% mobili ed arredamenti e +0,1% utensileria e ferramenta. Le flessioni più marcate hanno riguardato i gruppi cartoleria, libri e giornali (-2,1%) e prodotti di profumeria e cura della persona (-1,4%).
Il valore del totale delle vendite al dettaglio ha registrato variazioni negative in quasi tutte le ripartizioni geografiche. Solo il nord-ovest ha registrato in novembre un incremento tendenziale dei consumi (+0,3%). Il calo maggiore è stato realizzato dal Mezzogiorno, dove i consumi sono scesi dell’1% su base annua, mentre nei primi undici mesi la variazione è risultata negativa per l’1,3%. Flessioni tendenziali più contenute si sono avute a nord e al centro (rispettivamente -0,2% e -0,3%). Per quanto riguarda il nord- ovest, invece, il calo è risultato pari allo 0,8% sia in novembre sia nei primi undici mesi dell’anno.
Nei primi undici mesi dell’anno le vendite al dettaglio sono calate dello 0,4%, risultando invariate per gli alimentari, a fronte di un calo dello 0,7% per i non alimentari. A soffrire di più sono state le imprese operanti su piccole superfici, le cui vendite al dettaglio sono scese dell’1,3%, contro il +0,9% della grande distribuzione. A livello settoriale, infine, l’Istat segnala fra i prodotti non alimentari un unico incremento: i consumi di prodotti farmaceutici sono saliti dello 0,3%. Tutte le altre voci risultano invece in calo, con libri e giocattoli ad accusare i maggiori rallentamenti (rispettivamente -1,7% e -1,3%).