Nel suo bollettino di gennaio,
la banca Centrale Europea ha sottolineato che “per quanto riguarda le politiche
di bilancio e le riforme strutturali, i governi e le istituzioni dell'Ue
dovranno far fronte a numerose e importanti sfide nel corso del 2005”. La prima
riguarda “il rafforzamento delle finanze pubbliche, tramite una rapida
correzione dei disavanzi eccessivi e il ritorno a una decisa azione di
risanamento dei conti pubblici”. “L’intera Ue – sottolinea la Bce- deve anche
affrontare le considerevoli implicazioni dell’invecchiamento della popolazione
per gli attuali sistemi pensionistici e previdenziali. E’ inoltre necessario
che il dibattito del quadro di riferimento per le politiche di bilancio nell’Ue
giunga a una convincente conclusione, in grado di promuovere la fiducia”. Quanto alle politiche strutturali, nel
bollettino si evidenzia la necessità di un “rinnovato impulso, adottando un programma di riforma incentrato
sull’aumento della crescita dell’occupazione e sulla promozione degli
investimenti, dell’innovazione e della
produttività”. “I passi avanti compiuti in questa direzione - osserva la Bce - non solo incrementeranno il
potenziale di crescita dell’economia nell’area dell’euro a medio termine, ma
contribuiranno anche a rafforzare la fiducia dei consumatori e delle imprese su
un orizzonte più breve. E’ probabile che i consumi privati evolvano in linea
con l’andamento del reddito disponibile reale; riceverebbero uno stimolo se
diminuissero le incertezze sulla portata e sul ritmo del risanamento dei conti
pubblici e delle riforme strutturali nell'area dell’euro”. Per quel che
riguarda l’inflazione, malgrado il recente calo del prezzo del petrolio, “è
probabile che nei prossimi mesi il tasso d’inflazione continui ad attestarsi al
di sopra del 2%”. L’istituto di
Francoforte entra poi nel merito del dibattito sul Patto di Stablità:
“l’assetto vigente, sancito dal Trattato e dal patto di Stabilità e crescita –
osserva la Bce- è uno dei cardini
dell’Ue ma può essere migliorato”.
“Sarebbe controproducente però-
avverte - modificare i regolamenti, rendere meno stringente il limite massimo
del 3% fissato per il deficit o indebolire la procedura per i disavanzi eccessivi”.
Infine, il Bollettino analizza l’evoluzione complessiva dell’economia
europea: “le indicazioni provenienti dagli ultimi dati macroeconomici e dalle
indagini recenti rimangono
contrastanti, ma sembrerebbero suggerire il protrarsi di una crescita moderata”. “In prospettiva –
sottolinea la Bce - continuano a
esistere i presupposti per il proseguimento dell’espansione economica,
anche se è probabile una prosecuzione della tendenza ad una certa moderazione
della crescita emersa nei trimestri più recenti dopo i livelli elevati dei
primi mesi del 2004”. “Dal lato esterno – conclude la Bce - la crescita a
livello internazionale dovrebbe
rimanere robusta e il vigore della domanda mondiale dovrebbe contribuire a
sostenere le esportazioni dell’area dell’euro. Dal lato interno, gli investimenti dovrebbero essere stimolati
dalle condizioni di finanziamento molto favorevoli nell’area, dall’incremento
degli utili delle imprese e dalla loro maggiore efficienza con l’avanzare del
processo di ristrutturazione societaria”.