Secondo le stime preliminari rese note dall’Istat, a dicembre l’inflazione ha segnato un
aumento tendenziale (annuo) del 2% e congiunturale (mensile) dello 0,2%. Il dato conferma quindi le anticipazioni delle città campione. Con l’indice dei prezzi al consumo al 2% a dicembre, la media annua 2004 dell’inflazione si attesta al 2,2%: un tasso in riduzione di mezzo punto percentuale rispetto alla media del 2003 e che rappresenta il
miglior risultato dal 1999 quando
era stato dell’1,7%. Sempre a dicembre,
l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) si è attestato a quota 109,3,
con una variazione di +0,4% su mese e del 2,3% su anno (+2% in novembre). La
variazione media annua di questo indice, secondo la prima stima dell’Istat, è
del 2,3%. A far risalire lievemente l’indice dei prezzi in dicembre sono stati
i prezzi di tabacchi e bevande alcoliche (+4,6% mensile e +10,7% annuo), in
particolare gli aumenti delle sigarette, e quelli dei trasporti (+0,8% mensile e
+5,1% annuo dopo +4,4% in novembre), precisamente quelli dei biglietti aerei
che, per effetto delle festività sono aumentati del 18,3% rispetto a novembre e
del 33,7% rispetto al dicembre 2003. I prezzi dei tabacchi sono saliti del 6,3%
su mese e del 3,19% su anno e, in particolare, del 17,7% annuo per le sigarette
italiane e del 13,1% per quelle estere. Oltre a queste due voci, altri aumenti
congiunturali significativi sono stati registrati da abbigliamento e calzature,
servizi sanitari e spese per la salute, altri beni e servizi (+0,2% per tutti e
tre), mentre variazioni nulle si sono verificate nei capitoli mobili, articoli
e servizi per la casa, istruzione. Variazioni negative, invece, per
comunicazioni (-0,4%) così come per ricreazione, spettacoli e cultura,
alberghi, ristoranti e pubblici esercizi (-0,2% per entrambi).